Rachida Dati, ministra francese della Cultura, è accusata di corruzione attiva e passiva, traffico d’influenza, distrazione di fondi pubblici e riciclaggio. Risulta, tra le altre cose, che abbia ricevuto tra il 2010 e il 2011 300mila euro dal gruppo energetico GDF Suez – attualmente rinominato Engie -. Malgrado la ministra abbia negato qualsivoglia illecito, la sua casa è sotto sequestro.

Le indagini e la perdita di credibilità

La politica Dati, appartenente al partito dei Repubblicani, è di grande rilievo in Francia. Attualmente sindaca del settimo arrondissement di Parigi, uno dei municipi della città, ha mostrato anche interesse per il ruolo di sindaca della città nel 2026. I possibili illeciti che la ministra ha compito potrebbero mettere a rischio la sua attuale posizione, ma anche l’interesse mostrato per gli altri incarichi futuri. Rachida Dati era già sotto i riflettori per un altro caso giudiziario, insieme all’ex capo di Nissan-Renault, Carlos Ghosn. In quell’occasione l’inchiesta riguardava un compenso da 900mila euro che Dati aveva ricevuto da Nissan-Renault durante la sua carica da europarlamentare. Secondo la procura, i soldi dichiarati per una consulenza mai avvenuta, sarebbero stati l’equivalente di un pagamento per attività illecite di lobbying condotte al Parlamento europeo. Secondo quanto riportato da francia24.com vi sarebbe un’altra inchiesta preliminare per “l’infrazione di non-dichiarazione di gioielli alla HATVP”, dal valore di circa 420mila euro. Dati avrebbe ricevuto i suddetti gioielli dall’imprenditore Henri Proglio, tra il 2017 e il 2023.

Stefania Cirillo