Rania, chi è la sorella di Rula Jebreal: “Abbiamo avuto un infanzia difficile”

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Di Redazione Metropolitan

Rula Jebreal si è fatta portavoce nel corso degli anni della condizione femminile in luoghi in cui l’abuso e la violenza sulle donne continuano ad essere impuniti. Famosa scrittrice e giornalista, Rula Jebreal ha vissuto un’infanzia difficile e oggi vedremo assieme chi è la sorella Rania.

Rania Jebreal, chi è la sorella della nota giornalista

Di origini israeliane, ma naturalizzata italiana, l’infanzia di Rula Jebreal è stata tormentata. Nata il 24 aprile 1973, il padre, di origini nigeriane, ha deciso di affidarla ad un orfanotrofio assieme alla sorella Rania quando la loro mamma Zakia, che aveva subito terribili abusi durante l’infanzia, si è suicidata annegando in mare.

Un terribile evento che ha inevitabilmente segnato la vita delle due sorelle che nel corso degli anni sono riuscite a farsi forza l’un l’altra. Sorella della nota giornalista Rula e zia della giovane Miral, di Rania Jebreal si conosce ben poco. Le uniche foto social disponibili sul web la vedono al fianco della sorella, a dimostrazione di come il rapporto tra le due sia particolarmente forte.

Nel corso di un’intervista concessa a Vanity Fair, infatti, la stessa giornalista ha dichiarato: “Parlo di fatti che conosco, di adesso. È una battaglia che va combattuta anche dagli uomini. Per me è imprescindibile, non combatterla vorrebbe dire che non è cambiato niente da quando mia mamma si è suicidata. E lo devo a mia figlia”.

Scrittrice, giornalista, docente della Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Miami, l’italo-israeliana è pronta a calcare il palco dell’Ariston con un monologo contro la violenza sulle donne. Un messaggio chiaro, frutto della sua esperienza di vita, nel ruolo sia di figlia che di mamma di Miral. “Mia mamma si è tolta la vita dopo un’infanzia di violenze tra i 13 e i 18 anni, nessuno le aveva creduto per salvare “l’onore” della famiglia”. A proposito della maternità ha poi aggiunto: “Quando ho avuto mia figlia ho iniziato davvero a vivere, lei è la mia coscienza morale ancora più sviluppata, fuori dal mio corpo”.