Esteri

Regno Unito, la protesta pro Hong Kong finisce male: cosa è successo

Le proteste in favore della democrazia e dell’autonomia di Hong Kong continuano in tutto il mondo. Nel Regno Unito, domenica scorsa, si è tenuta una piccola manifestazione davanti al consolato cinese. Dell’evento sono stati condivisi diversi video definiti “scioccanti” per via delle percosse subite da uno dei manifestanti dopo essere stato trascinato all’interno del consolato. L’uomo, identificato come Bob, è riuscito a fuggire grazie all’aiuto della polizia inglese e degli altri manifestanti.

Il consolato cinese nel Regno Unito non ha commentato l’evento. Il portavoce cinese ha però dichiarato che la presenza di cartelloni contro il presidente cinese erano intollerabili e inaccettabili. La polizia di Manchester ha avviato un’indagine, ma l’immunità del consolato potrebbe essere un ostacolo alla giustizia. 

Manifesto contro Xi Jinping (Regno Unito) - photo credits: web
Manifesto contro Xi Jinping (Regno Unito) – photo credits: web

Protesta davanti al consolato cinese finisce male: i fatti

Domenica scorsa si è tenuta nel Regno Unito una piccola manifestazione (30-40 persone) davanti al consolato cinese. Non era una grande manifestazione e probabilmente sarebbe finita nel dimenticatoio se non fosse stata per la repressione violenta. Nei video che circolano in rete è abbastanza evidente come, fin da subito, il personale del consolato fosse aggressivo nei confronti dei manifestanti. Si vede infatti il console cinese prendere a calci i cartelloni sul quale erano riportati slogan pro-democrazia per Hong Kong.

Il manifestante rimasto coinvolto ha raccontato alla BBC i motivi scatenanti dell’aggressione. Secondo il suo racconto il personale del consolato ha cercato di fermare i manifestanti distruggendo i cartelloni. Bob (nome del manifestante) ha spiegato di essersi messo in difesa degli altri manifestanti e per questo è stato trascinato all’interno del consolato e picchiato. “È ridicolo. Loro non avrebbero dovuto farlo. Dovremmo avere la libertà di dire quello che vogliamo qui (n.d.r. nel Regno Unito)”, ha continuato nell’intervista. 

Dopo l’incidente la folla è rimasta davanti al consolato, continuando a urlare slogan. Tra i cori non sono mancate le critiche alla polizia britannica che, secondo i manifestanti, avrebbe potuto fare di più. Bob racconta però di essere riuscito a fuggire solo grazie l’intervento della polizia, entrata fisicamente nel consolato.  

Conseguenze politiche per il Regno Unito: cosa accadrà

Il politico conservatore George Iain Duncan Smith, fondatore dell’Alleanza interparlamentare sulla Cina, ha dichiarato su Twitter che il Regno Unito dovrebbe pretendere le scuse. Secondo il politico le persone coinvolte nell’aggressione dovrebbero essere rimandate in Cina. Il ministero degli Esteri inglese sta ancora decidendo su quale risposta diplomatica dare, mentre la pressione per convocare l’ambasciatore cinese continua a crescere. Da parte sua il portavoce degli affari esteri David Lammy ha affermato che l’aggressione è inaccettabile. “Nel Regno Unito l’interruzione di una protesta pacifica non sarà mai tollerata“, ha commentato.

I rapporti restano preoccupanti, soprattutto per via dell’azione della polizia inglese che è intervenuta all’interno del consolato. Gli agenti e il ministero dell’Interno stanno indagando sul caso per decidere quali azioni intraprendere. Il Regno Unito è uno dei firmatari della Convenzione di Vienna che conferisce l’immunità diplomatica al personale consolare, ma essendo sottoposti alla legge britannica i dipendenti del consolato sono potenzialmente sottoposti a decisioni del governo britannico. Si attende la fine delle indagini.

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Articolo di Giorgia Bonamoneta.

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