Approvato l’emendamento per il reato di revenge porn dalla Camera

Foto dell'autore

Di Stefano Delle Cave

La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità l’emendamento del ddl Codice Rosso con cui la pratica di revenge porn diventa ufficialmente un reato punibile per legge

Il nuovo emendamento sul revenge porn

“Chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro”. Questo è quanto scritto nel testo nel nuovo emendamento approvato con 461 voti favorevoli e nessun contrario con cui il reato di revenge porn è stato inserito nel ddl Codice Rosso voluto dal governo contro la violenza di genere e tra le mura domestiche. Dunque è stato raggiunto un accordo dopo la precedente bocciatura di Lega e M5S che espresso voto contrario al precedente emendamento presentato dalle opposizioni. ”Grande la soddisfazione degli oltre 120mila sostenitori della petizione di Insieme in Rete con i Sentinelli e Bossy su Change.org, che ha dato origine alla proposta normativa sulla pornografia non consensuale”, ha detto Stephanie Brancaforte su cui era partita la mobilitazione per il reato di revenge porn.

Revenge porn, immagine tratta da italiaglobale.it

Un emendamento di assoluta condivisione

“Portiamo in Aula un emendamento della Commissione presentato dalla relatrice Stefania Ascarie condiviso da tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione. Felici per aver trovato questa intesa», ha dichiarato la presidente della commissione Giustizia alla Camera, Francesca Businarolo. Mentre il ministro Giulia Grillo parla di ”emendamento condiviso”, il vice premier Di Maio esprime la gioia per l’approvazione del reato di revenge porn su twitter . “Bene l’emendamento unitario sul revenge porn. Ora approviamolo, ma poi portiamo subito in aula la legge della senatrice del Movimento 5 Stelle Elvira Evangelista per regolamentare la materia nel suo insieme. Lo dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie!”, ha fatto sapere Di Maio sui social.