Allo stato attuale delle cose, se dovessimo istituire una competizione militare tra Paesi del mondo, sul podio troveremmo Russia, Cina e Stati Uniti. La separazione tra i primi due Paesi e l’ultimo, tuttavia, è molto netta. Il conflitto russo-ucraino ha fatto emergere tutte le debolezze dell’Occidente. In particolar modo quelle della potenza di Biden, che prima di essere in cattivi rapporti con la Russia, lo era già con la Cina.
È il declino della democrazia?
Gli avvenimenti che stanno avendo luogo in questo preciso istante, lasciano pensare che la potenza di Russia e Cina, sia strettamente connessa con le loro forme di governo, tutt’altro che democratiche. In particolar modo, l’impero di Xi Jinping, grazie al sistema governativo basato su una meritocrazia ossessiva ma efficace, è riuscito in pochi anni a ottenere un predominio economico senza precedenti. E proprio a causa dei rapporti commerciali, si è visto l’inizio di quella che è stata definita da molti studiosi “seconda guerra fredda” che vede coinvolti gli USA e la Cina.
Questa situazione ci impone una riflessione sulla democrazia. Attenzione però, perché il problema in sé, non è la forma di governo in oggetto, ma l’uso che ne è stato fatto. Anziché godere della democrazia in tutti i suoi vantaggi, abbiamo dato libero sfogo a corruzione e criminalità. Questo ci ha reso più deboli, non solo a livello di politiche interne, ma anche internazionalmente. Ciò ci impone di rivedere i nostri stereotipi. Soprattutto di fronte a una meritocrazia, come quella cinese, che appare molto flessibile nelle sue decisioni.
Comunque, nonostante il declino che il sistema parlamentare ha subito in Italia dai primi anni Novanta in poi, ci schieriamo in favore della democrazia. Forse a causa della nostra cultura occidentale, ci diciamo sicuri che il modello cinese possa durare una o due stagioni, e non in eterno.
Russia e Cina: tanto simili quanto diversi
La presenza di Vladimir Putin all’apertura dei Giochi olimpici, ha fatto sospettare a tutti un sostegno reciproco tra Russia e Cina. Tuttavia, ci sono delle differenze sostanziali tra le due potenze, che potrebbero generare problemi in un’eventuale alleanza. Innanzitutto, a differenza del Presidente russo, Xi Jinping non vede nell’Occidente una minaccia così consistente. Gran parte del successo della Cina, infatti, è possibile proprio grazie alla globalizzazione. Inoltre, il Presidente cinese, sa che il modello governativo attuato nel suo paese è peculiare alle caratteristiche del suo popolo e della sua cultura, e non potrebbe essere applicato indiscriminatamente al resto del mondo. Per questo, Xi Jinping, non sembra aver intenzione di applicare il suo verbo a tutti gli altri Paesi, almeno finché questi ultimi, non interferiscono con i suoi interessi.
In conclusione, la Cina si è mostrata aperta nei confronti del leader del Cremlino, ma è consapevole che senza l’appoggio degli altri Stati, essa andrebbe incontro a un declino irreversibile. Già la situazione con gli USA non è delle migliori, ci manca solo che a catena le si oppongano tutti gli altri Paesi.
Michela Foglia
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