Le tensioni tra Russia e Ucraina non si placano, tutte sembra sempre più confuso e complicato da gestire. Ieri la chiamata tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e Mario Draghi, che hanno discusso degli “sforzi diplomatici e di deterrenza” che si stanno effettuando tra i leader degli stati che fino ad ora hanno parlato in merito al conflitto.
Russia-Ucraina: facciamo il punto della situazione
Tanti paesi sono coinvolti, gli occhi di tutti restano puntati su Putin e sulle sue prossime mosse, e ognuno ha opinioni diverse in merito all’avvenire. Nonostante la situazione sia complessa, e le dinamiche si accavallano l’una sull’altra col passare dei giorni, cerchiamo di fare il punto della situazione, con una serie di punti con cui vi aggiorniamo in merito a come si sta sviluppando, effettivamente, il conflitto.
Putin e il bluff sul ritiro delle truppe – Da Washington arriva la smentita sull’affermazione di Putin, che aveva assicurato che le truppe russe al confine ucraino si fossero ritirate. A quanto risulta da Washington e dalla Nato, in realtà sono aumentate.
Zelensky continua a insistere – Il presidente urìcraino Volodymyr Zelensky continua la sua politica di dialogo, ma sa che se l’Ucraina vuole uscire da questa situazione, l’unica vera chiave è la Nato. Il Paese ha bisogno del so intervento, e al più presto, come dice egli stesso: “Per l’Ucraina non c’è altra strada che la Nato”.
La chiamata tra Biden e Draghi – Il presidente Joe Biden e Mario Draghi hanno parlato la scorsa notte; il loro è uno dei tanti incontri tra leader politici che stanno tentando di dialogare tra loro e creare una rete di opinioni tali da riuscire a trovare una soluzione efficace al conflitto, che sembra difficile da risolvere con la sola arma del dialogo. Oggi sarà il turno di Kamala Harris e il presidente Zelensky, che si incontreranno alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza.
Espulso il vice ambasciatore americano a Mosca – il vice ambasciatore dell’Ambasciata americana di Mosca, Bart Gorman, è stato espulso con l’ordine di lasciare la Russia, in risposta all’espulsione del ministro consigliere dell’Ambasciata russa a Washington.
Alle Nazioni Unite, la Cina critica la Nato e gli Stati Uniti – Zhang Jun, ambasciatore di Pechino, afferma: “La Cina ritiene che tutte le parti interessate dovrebbero consentire alla ragione di prevalere e lottare per una soluzione politica astenendosi da qualsiasi azione che possa aggravare le tensioni o alimentare la crisi. Niente accade senza una ragione. L’allargamento della Nato è una questione che non può essere ignorata di fronte alle tensioni in Ucraina. La sicurezza regionale non può essere garantita attraverso l’espansione di un blocco militare. Questo vale per l’Europa come per altre regioni del mondo”.
Anche la Russia si espone – Il vice ministro degli Esteri russo Sergey Vershinin respinge l’idea degli Stati Uniti e degli alleati europei secondo cui Mosca sta cercando un pretesto per invadere l’Ucraina. “Penso che abbiamo avuto abbastanza speculazioni su questo”, ha detto nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza Onu.
Al che gli USA rispondono – “Il rispetto degli accordi di Minsk sono la base per la soluzione. E la diplomazia l’unica via responsabile per risolvere la crisi. [Mosca] Dica al mondo in modo chiaro che non vuole l’invasione e lo dimostri mandando a casa le truppe e sedendosi al tavolo negoziale. Abbandoni la strada che porta alla guerra e che sfida l’ordine internazionale”. Parla Antony Blinken, segretario di stato americano, e continua: “Gli obiettivi sono gia’ stati identificati e mappati. I tank avanzeranno verso target precisi e la capitale è fra questi. Temiamo l’uso di armi chimiche, non convenzionali. Col falso pretesto di genocidio nel Donbass”.
I bombardamenti nel Donbass – Quattro sono stati i feriti nel corso dei bombardamenti nel Donbass, in Ucraina. I media ucraini contano quattro feriti, due civili e due militari, e 28 attacchi effettuati con armi vietate dagli accordi di Minsk.
Zelensky teme le indiscrezioni dei governi occidentali – “Vanno contro gli interessi” di Kiev, spiega il presidente, che sembra preoccupato per l’attenzione enorme che i media e i governi occidentali stanno rivolgendo alla situazione. Le tensioni tra Russia e Ucraina ci sono, ma le dinamiche con l’occidente forse stanno peggiorando le cose. Creano molto più panico e allarmismo del necessario, e oltre alle ricadute psicologiche, nel pratico Zelensky conta soprattutto quelle economiche. L’interesse dell’Occidente “Per noi, crea solo perdite, su tutti i fronti” – e continua – “Noi dichiariamo subito che non ci servono militari con bandiere straniere sul nostro territorio. Non lo chiediamo, perché altrimenti tutto il mondo sarà destabilizzato. Non vorremmo creare un altro motivo per la Russia di dire che noi qui abbiamo basi straniere e loro hanno bisogno di difendersi”.
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