Arte e Intrattenimento

Sabato nero, storia dell’uomo che aveva due figlie in più

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Benvenuti nell’universo narrativo di StoryLine. Abbiamo deciso di dedicare il nostro racconto di oggi ad un drammatico evento della storia italiana. Stiamo parlando del rastrellamento e della deportazione degli ebrei del ghetto di Roma avvenuta il 16 ottobre 1943. Per farlo abbiamo deciso di ispirarci ad una storia realmente accaduta quel giorno che tutti chiamano Sabato nero.

Sabato nero, l’inizio

Non esiste la dignità nell’uomo che non crede nel rispetto reciproco tra lui e il prossimo senza distinzioni. Un concetto difficile nella sua testa pieni di imperi, camice nere e di pensieri sulla realizzazione dell‘italiano vero. Un pensiero che quel sabato nero e piovoso incominciò lentamente ad entrargli nel cuore mentre se ne stava tra le sbarre di un carcere circondato da due SS. Qualcosa che aveva saputo sorprenderlo in quell’inconsueto e terribile pomeriggio che aveva segnato per sempre Roma e i romani. Un fattaccio talmente brutto che aveva piegato la dura scorza di un uomo che la gente chiamava senza pudore “de fero”.

Un peso che ancora oggi faceva fatica a ricordare mentre si abbottonava a fatica la giacca. Aveva ricevuto una lettera che lo nominava Giusto, a lui che in vita sua non si era mai ritenuto perfetto. Eppure Ferdinando aveva deciso di accettare ma ancora non aveva capito cosa avrebbe detto a quegli ebrei, a coloro di cui prima di quel maledetto 16 ottobre non era mai importato nulla. In fondo lo aveva fatto principalmente per Mirella perchè se fosse stato per lui si sarebbe accontentato di quel pacco omaggio che riceveva ogni 16 ottobre in ricordo di quelle vite salvate.

Abbiamo dedicato questa puntata di StoryLine al Sabato nero e alla deportazione del ghetto di Roma
Ora che si guardava allo specchio, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

Salva te stesso

Eppure mentre si guardava allo specchio riprovando e riprovando il suo discorso il sabato nero continuava a farsi sentire. Nella mente si ridisegnavano vecchi ricordi che nelle orecchie riportavano un fragoroso rumore in cui si mescolavano un temporale e i frenetici passi delle SS lungo le scale del suo palazzo. Ripensò a quella tensione che palpabilmente cresceva nel suo corpo, a quelle due ragazzine disperate sul pianerottolo, alla moglie che gli implorava di non fare niente. Anzi gli continuava in tono cantilenante a ripetere “Salva te stesso”. Eppure una parte di se gli diceva come puoi salvare te stesso se qualcuno intorno a te muore?

E poi si domandava che centravano quelle due ragazze in quella guerra? Quelle mille persone uccise avrebbero reso davvero il mondo migliore? E soprattutto la camicia nera di un vero italiano poteva mai macchiarsi di sangue che non appartenesse al nemico?. Questa tante domande spinsero all’azione il suo braccio mentre la mente cercava riposte che in quegli attimi sembravano introvabili. Ecco che allora per due ore si ritrovò con due figlie in più magari da poco rientrate.

Abbiamo dedicato questa puntata di StoryLine al Sabato nero e alla deportazione del ghetto di Roma
Andava fatto perchè è giusto, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

Perchè è giusto

Non si era mai chiesto nemmeno quel giorno se ci fosse un perchè delle sue azioni. Non lo aveva fatto nemmeno mentre qualche ora dopo veniva portato via tra le urla di familiari e presenti per aver cercato di salvare ancora vite, per aver cercato altre risposte. Ai tedeschi e poi ai suoi superiori aveva detto di essere un vero fascista che credeva negli ideali del duce. E forse cinquant’anni dopo Ferdinando pensò di non aver mai smesso di esserlo, di non aver smesso di crederci. Si sentiva ancora un italiano vero e imperialista nonostante gli anni passassero sempre di più e la vecchiaia da tempo avesse preso il suo corpo.

Nemmeno davanti al rabbino capo cambiò idea dicendo semplicemente “Devo precisare che però al fascismo io ci credo ancora, sono e resto fascista e lo sarò per sempre!”. In verità quello che aveva fatto per lui andava aldilà di qualsiasi divisa e ideologia. Andava semplicemente fatto, come ripeteva più volte di fronte ai suoi dubbi, perchè era giusto.

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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