I membri del sindacato di Samsung Electronics hanno approvato un accordo con la dirigenza che garantisce ingenti bonus annuali, scongiurando un importante sciopero, mentre i profitti del colosso tecnologico sono in forte crescita grazie alla crescente domanda di strumenti per l’intelligenza artificiale. In base al patto, quest’anno circa 78.000 dipendenti –su una forza lavoro di 125.000, nella sola Corea del Sud– riceveranno un bonus di circa 370.000 dollari ciascuno, sulla base di una stima di mercato dell’utile operativo annuo. Il sindacato dei lavoratori ha dichiarato che oltre il 73% dei suoi iscritti ha appoggiato il progetto, raggiunto la scorsa settimana dopo le minacce di uno sciopero di diciotto giorni che avevano sollevato timori in merito all’impatto che questo avrebbe avuto sull’economia del Paese.
In base all’accordo decennale, i bonus annuali per i dipendenti della divisione semiconduttori ammonterebbero al 10,5% dell’utile operativo del segmento e verrebbero corrisposti in azioni, oltre a un ulteriore 1,5% in contanti. Questo, tuttavia, ha alimentato le tensioni tra i lavoratori di altre divisioni, che riceveranno compensi diversi in base a quanto stabilito, nonché tra le filiali e gli azionisti.
L’ipotesi di sciopero che ha impaurito Samsung e Corea del sud
La prospettiva di uno sciopero aveva suscitato preoccupazioni più ampie in Corea del Sud, dove Samsung Electronics da sola rappresenta circa il 12,5% del prodotto interno lordo e i chip di memoria costituiscono circa il 35% delle esportazioni. Ad aprile l’azienda ha annunciato che l’utile operativo del primo trimestre è aumentato di circa il 750% su base annua, mentre la sua capitalizzazione di mercato ha superato per la prima volta i 1.000 miliardi di dollari questo mese.
La vertenza sindacale ha inoltre alimentato il dibattito su come dovrebbero essere distribuiti i profitti derivanti dall’IA. Un alto funzionario presidenziale ha avanzato l’idea di un “dividendo nazionale”, sostenendo che le entrate fiscali in eccesso legate all’IA potrebbero essere utilizzate per finanziare programmi di assistenza sociale. Gli analisti affermano che bonus elevati potrebbero contribuire a impedire ai talenti ingegneristici di emigrare all’estero, mentre aziende statunitensi come Tesla intensificano gli investimenti nei chip per l’IA.
L’accordo ha scatenato i sindacati
L’accordo sta inoltre alimentando le rivendicazioni sindacali in tutta la Corea del Sud. Lavoratori di settori che spaziano dalle biotecnologie all’automotive, dalla cantieristica navale all’informatica, stanno infatti chiedendo una maggiore quota degli utili aziendali attraverso i bonus. All’interno di Samsung Electronics, l’accordo ha acuito le divisioni tra i dipendenti del redditizio settore dei semiconduttori e quelli di altri settori come quello della telefonia mobile, dei display e dell’elettronica di consumo, dove i profitti sono stagnanti o in calo.
Le tensioni hanno già portato ad azioni legali. Un sindacato minore, che rappresenta i lavoratori al di fuori del settore dei semiconduttori, ha presentato martedì un’ingiunzione per bloccare l’accordo, sostenendo che favorisca in modo sproporzionato i dipendenti del settore chip. Il malcontento si sta diffondendo anche tra i dipendenti delle società affiliate a Samsung, tra cui Samsung Display, Samsung SDI e Samsung Electro-Mechanics, quotate separatamente e che offrono bonus significativamente inferiori. Anche alcuni azionisti hanno espresso la loro opposizione, sostenendo che l’accordo non fosse stato approvato. Un gruppo di piccoli investitori ha dichiarato di essere pronto ad intraprendere un’azione legale.
Federica Checchia





