Cultura

San Massimiliano Maria Kolbe, il Santo martire nel campo di sterminio

Il 14 agosto 1941 morì San Massimiliano Maria Kolbe, il sacerdote che diede la sua vita per salvare un padre di famiglia nel campo di sterminio di Auschwitz. Massimiliano Maria Kolbe fu un presbitero e francescano polacco. Fu colui che fondò il periodico, di grande successo, ”Cavaliere dell’Immacolata”. Nella sua vita viaggiò fino al lontano Giappone in cui fondò nel 1930 la “Città di Maria”, dove lavorò come missionario per sei anni. Ripercorriamo la vita del Santo.

La vita di San Massimiliano Maria Kolbe

Rajmund (in italiano Raimondo), il nome di battesimo del Santo, nasce in Polonia il 8 gennaio 1894, da genitori cristiani. A causa delle scarse risorse finanziarie, dei tre figli dei Kolbe solo il primogenito potè andare a scuola. Massimiliano cerco di darsi una formazione prima dal prete del paese e successivamente dal farmacista. Il 18 agosto 1907 ricevette la Cresima nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

San Massimiliano Maria Kolbe avvertì da subito un’attrazione forte nei confronti della Chiesa cristiana e ben presto, il 4 settembre 1910, divenne frate francescano e assunse il nome di fra Massimiliano.
Fu inviato a Roma, per proseguire la sua formazione e il primo novembre 1914, aggiunse al nome di Maria. Nel 1915 si laureò in filosofia all’Università Gregoriana e dopo quattro anni in teologia completando i suoi studi.

Gli ultimi anni di vita e la canonizzazione

La Seconda Guerra Mondiale ormai era alle porte, la Polonia venne invasa dai tedeschi e dai sovietici, non c’era più posto per il cristianesimo e il 19 settembre 1939 i nazisti iniziarono a deportare piccoli gruppi di credenti e frati. Lo stesso padre Kolbe, dopo aver rifiutato di prendere la cittadinanza tedesca per salvarsi, venne rinchiuso il 17 febbraio 1941 nella prigione Pawiak a Varsavia. Nello stesso anno tre mesi dopo venne deportato anche Massimiliano Maria, costretto a lavori massacranti e umilianti.


Alla fine di luglio fu trasferito nel blocco in cui i prigionieri lavoravano i campi. Uno di loro riuscì a fuggire e dieci prigionieri vennero puniti. Padre Kolbe si offrì in cambio di uno dei prescelti, Franciszek Gajowniczek, padre di famiglia e militare nell’esercito polacco. Dopo quattordici giorni, le SS decisero di finire i quattro superstiti con un iniezione letale, fra questi anche Padre Massimiliano Maria. Il francescano tese il braccio pronunciando come ultime parole l’Ave Maria e l’indomani il suo corpo venne bruciato.

Nel 1982 venne proclamato Santo da papa Giovanni Paolo II, il primo pontefice polacco.

Federica Tocco

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