Cultura

Sant’Antonio Abate, storia del fuoco che non si spegneva mai

Benvenuti nell’universo narrativo di StoryLine. Visto l’avvicinarsi della sua festa abbiamo dedicato il racconto di oggi a Sant’Antonio Abate e alla tradizione dei falò che in quella giornata si accendono. Proprio in questo giorno si brucia tutto ciò che è vecchio per far posto al nuovo che sta arrivando nel segno e nella speranza di un ciclo che non finirà mai.

Sant’Antonio Abate, l’inizio

Ricordava che oggi il suo paese si sarebbe preparato al grande falò di Sant’Antonio Abate per inaugurare finalmente l’anno nuovo e liberarsi delle cose vecchie. Per Carlo Fratti c’era però qualcosa che già bruciava dentro e non riusciva a spegnersi da anni. Un fuoco dell’ira alimentato da facili guadagni e da un furtivo ed ingannevole amore che lo aveva diviso dalla famiglia. Era qualcosa che Carlo riusciva nel corso dell’anno a dissimulare ma che ogni 17 gennaio tornava puntualmente ricordandogli un passato che aveva cercato a tutti di costi di dimenticare negandone addirittura l’esistenza. Anzi aveva persino deciso di ingannare chi faceva parte della sua nuova vita inventando fittizie nobili origini.

Si spacciava addirittura per essere discendente di Carlo Magno per trovar posto nei salotti più importanti della città. Quei ritrovi altolocati dove alla sua compagna piaceva tanto stare ed intrattenersi. Una donna a cui lui non riusciva a negare nulla. Era come un servo succube di ogni suo desiderio eppure a prima vista Lidia sembrava una donna come tante. Eppure era per Antonio una sorta di chiave per quei piaceri che avevano fatto sembrare il suo vecchio mondo piccolo e insipido. Quei piaceri che gli avevano procurato debiti e un doloroso cancro che lo stava schiacciando. Tuttavia non riusciva ad uscirne anzi si sentiva ancora più schiacciato ora che il 17 gennaio era tornato.

Questa puntata di StoryLine è dedicata alla festa di Sant'Antonio Abate
Era andato ad incassare il premio in banca, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

Ho vinto la libertà

E ancora oggi Carlo si ricordava quello che era successo quel giorno come se fosse stato ieri. Ancora oggi si ricordava di quella lotteria vinta, di quei festeggiamenti con la moglie Celestina e i due figli piccoli. Ancora aveva i brividi pensando al quel piccolo sogno familiare di un albergo ed un ristorante. Un sogno che s’infranse proprio la fredda mattina di un 17 gennaio quando era andato ad incassare il suo premio in banca dove incontrò Lidia. Pur avendo il numero di una donna che lui considerava a dir poco affascinante Carlo aveva deciso di non chiamarla poi cedette alla piccola tentazione di prendersi un caffè con una bella signora. Un sfizio che voleva togliersi ora che era riuscito a diventare milionario.

Un caffè diventò a poco a poco una cena e poi una relazione. Infine Lidia gli chiese di scegliere tra lei e la famiglia. Antonio che era sempre più innamorato fece il grande passo lasciando la moglie verso quella che considerava la nuova libertà che la fortuna gli aveva dato. Poi iniziarono gli investimenti che la compagna gli chiese continuamente. Poi arrivò il suo crack finanziario ed infine il cancro a causa della vita smodata che conduceva. E quel 17 gennaio si trovò nuovamente a pensare al suo passato ora che forse si era reso conto che sarebbe stato meglio non lasciare il paese per un mondo che in fondo non gli era mai appartenuto.

Questa puntata di StoryLine è dedicata alla festa di Sant'Antonio Abate
Vi gettò la scatola che si era portato dietro, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

La famiglia è la vera felicità

Carlo aveva capito che tutto quello credeva di aver costruito era falso. Lo aveva compreso a poco poco quando i suoi presunti nuovi amici cominciavano ad abbandonarlo negandogli qualsiasi aiuto. La conferma definitiva arrivò quando Lidia si stancò di lui correndo verso lidi migliori rappresentati da un vecchio ricco industriale tedesco. Si ritrovò perciò quel giorno solo al telefono cercando di chiamare la vecchia moglie per prendere con lei un appuntamento. Siccome era Sant’Antonio Abate riuscì ad ottenere di vedere Celestina davanti al falò del paese. Prima di uscire raccolse in tutta fretta in una scatola alcune cose vecchie che avevano segnato la sua vita negli ultimi cinque anni poi si recò al paese.

Aveva compreso che nel poco tempo che gli restava bisognava chiudere con il passato ed iniziare un futuro nuovo dove aveva interrotto il suo viaggio precedente. Sarebbe stato difficile convincere Celestina e i suoi figli dopo averli messi da parte. Doveva però provarci perchè solo li c’era effettivamente il suo posto e non doveva aveva creduto di trovarlo grazie ai soldi. Aveva persino pensato durante il viaggio ad un discorso da fare a Celestina. Poi quando Carlo si ritrovò con lei davanti ad un enorme falò vi gettò la scatola che si era portato dietro. Nessun discorso, nessuna lacrima ma disse semplicemente guardando negli occhi Celestina: “Sono venuto a buttare via il vecchio e a prendere il nuovo”.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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