Salvini contro Saviano, Salvini contro i Rom, Salvini contro la Mafia, quella dei Rom (Casamonica). Proprio durante una visita in uno stabile confiscato alla nota famiglia criminale romana di origine Sinti, il Ministro lancia la bomba. Mette in discussione la scorta allo scrittore di Gomorra minacciato dai Casalesi. Saviano risponde per le rime definendo Salvini il “Ministro della malavita” e si accende la polemica, l’ennesimo scontro dove gli italiani si sentono in dovere di schierarsi. Forse questo è uno dei casi in cui non è questione di “tifo”.

Saviano, al pari di qualsiasi altro giornalista, deve essere esposto alle critiche di chiunque, nonostante ciò deve essere protetto, proprio per permettergli di esprimere idee per cui criticarlo. Questo principio è alla base di qualsiasi sistema democratico in cui è tutelata la libera informazione. Salvini ha captato qual’è il sentimento generale del paese, i più si scagliano contro le elite nelle loro torri di avorio. La sfortuna di Saviano è che lui in una torre d’avorio non ci vorrebbe stare, ma vi è costretto. Costretto a causa di un libro pubblicato nel 2006. Durante la giornata della legalità a Casal di Principe, sempre nel 2006, Saviano ebbe l’ardire di pronunciare i nomi dei capi clan, invitandoli ad abbandonare quelle terre. Potrebbe sembrare un gesto di poco conto, ma al contrario è stato considerato talmente “sovversivo” dai casalesi da indurre il Ministero dell’Interno a mettere Saviano sotto scorta. Lo stesso scrittore dichiara in varie interviste che inizialmente considerava il provvedimento alla leggera, sicuro che sarebbe durato poco, Saviano è sotto scorta da 12 anni. La vita per una persona sottoposta a quel livello di protezione è a dir poco limitante, rapporti affettivi al minimo, decidere gli spostamenti con largo anticipo, non avere una fissa dimora. Si, si evita il traffico e non devi guidare, a rigor di logica Saviano preferirebbe avere entrambi questi “inconvenienti”.
«Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani»
“Non spetta a me questa scelta. Chi di competenza valuterà, dico solo che, slegato dalla fattispecie singola, l’Italia ha il record europeo dei servizi di scorta e vigilanza”.
Questo record è un problema, non si può non essere d’accordo, la Soluzione di Salvini lo è altrettanto. Si pensa di combattere questo triste primato levando protezione a chi è minacciato dalle organizzazioni criminali nostrane, tra le più potenti al mondo. Così si pensa di tutelare i “soldi degli italiani”, sicuramente meno scorte vorrebbe dire meno spese, un ragionamento tanto logico quanto miope. I soldi degli italiani si tutelano combattendo le infiltrazioni mafiose nell’economia e nella politica, non levando la scorta a chi denuncia o semplicemente scrive di queste organizzazioni. Saviano si è esposto alle critiche da quando ha ampliato il suo raggio d’azione. Quando parlava “solo” di Camorra era considerato dalla stragrande maggioranza degli italiani una persona da tutelare, quasi all’eccesso, senza spirito critico, dando per buono tutto ciò che diceva (tranne in alcuni ambienti che purtroppo lo hanno delegittimato dall’inizio). Successivamente è intervenuto sulle tematiche politiche, “ma come, sotto scorta con i nostri soldi per denunciare la mafia e mi parla di migranti?”. Saviano può parlare di quello che vuole come tutti noi, come tutti i giornalisti, può essere criticato anche molto duramente, come tutti noi, deve essere libero di esprimere le sue idee, giuste o sbagliate, come tutti noi. Questa volta si può anche non “tifare”.





