La frontiera montuosa tra Siria e Libano è, in queste ore, teatro di uno scontro violento tra le forze armate libanesi e quelle siriane, composte da miliziani di Hay’at Tahrir al-Sham (HTS) e dalle varie fazioni islamiste che, a inizio dicembre, hanno posto fine al potere del presidente Bashar al-Assad a Damasco. Ieri, il presidente libanese Joseph Aoun ha ordinato di rispondere ai colpi di artiglieria provenienti dal lato siriano. «Quanto accade alle frontiere orientali e nord-orientali non può durare, noi non lo tolleriamo», ha dichiarato Aoun, che, pure dopo la caduta di Assad, ha cercato di avviare relazioni stabili e amichevoli con i nuovi padroni di Damasco. Ieri ha incaricato il ministro degli Esteri, Joe Rajji, di incontrare urgentemente il suo collega siriano al termine dei lavori della Conferenza internazionale di Bruxelles sulla Siria. «Bisogna risolvere la questione nel più breve tempo possibile, garantendo la sovranità dei due paesi e impedendo che la situazione degeneri», ha spiegato Aoun.

Il confine tra la Siria e il Libano sotto il fuoco

Il mese scorso, il confine libanese-siriano è stato teatro di notevoli tensioni per la sicurezza, quando sono scoppiati sanguinosi scontri tra le forze affiliate al regime siriano e le tribù sciite libanesi che vivono nella regione di Hermel, dall’altra parte.

L’escalation si è verificata tra la zona libanese di Hermel e il distretto siriano di Qusayr, lungo quello che per anni è stato il corridoio privilegiato per far entrare in Libano le armi iraniane a Hezbollah tramite la Siria. Sul terreno si registrano almeno sei persone uccise, tra cui un minore sul lato libanese.

Damasco accusa Hezbollah di aver aperto il fuoco verso i territori siriani. Ma dal Partito di Dio non ci sono conferme. Una deputata di Hezbollah, Ihab Hamade, ha chiesto all’esercito libanese di intervenire a difesa dei confini dello Stato libanese, lì dove da diversi anni clan locali affiliati al movimento armato sciita gestiscono, con loro partner siriani, la lucrosa rete del contrabbando di armi e merci. L’agenzia governativa siriana Sana afferma dal canto suo che due giornalisti sono stati feriti in Siria da lanci di razzi provenienti dal Libano e che sono caduti vicino a un assembramento di reporter accreditati con le forze governative siriane.

Cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi in Medio Oriente

I combattimenti hanno provocato morti e feriti da entrambe le parti e l’area è stata teatro di rapimenti e scambi di fuoco con armi pesanti e medie. Anche l’esercito libanese è stato parzialmente coinvolto nella battaglia, rispondendo al fuoco dal territorio siriano.

Le forze di sicurezza siriane hanno dichiarato che i combattimenti al confine con il Libano erano parte del loro tentativo di controllare la sicurezza in quell’area e che le loro operazioni erano rivolte a “contrabbandieri, individui ricercati da entrambi i Paesi e persone affiliate a Hezbollah” e non alle tribù libanesi.

Le tribù hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermano che “le forze del regime siriano hanno aperto il fuoco sulle case dei civili nei villaggi libanesi vicino al confine con la Siria”, suscitando la risposta delle tribù. Hanno sottolineato di non avere legami con Hezbollah o con i trafficanti di droga, che sono considerati casi individuali che non possono essere generalizzati.

Circa nove anni fa, Jabhat al-Nusra, che era guidata da Abu Mohammad al-Joulani, ora noto come Ahmad al-Sharaa, e l’Isis hanno lanciato una feroce campagna alla periferia del Libano durante la guerra civile siriana, durante la quale hanno preso il controllo di parte dei villaggi di confine. Le battaglie per liberare il territorio da Nusra e dallo Stato islamico (Is), note in Libano come Alba dei Giurdi, hanno coinvolto tribù armate e Hezbollah insieme all’esercito libanese, allora guidato da Joseph Aoun, e hanno portato alla sconfitta di Jabhat al-Nusra e dell’Is, contribuendo a rafforzare i legami tra esercito, Hezbollah e tribù.

Alla luce dei grandi cambiamenti avvenuti nei due Paesi confinanti in seguito all’accelerazione degli eventi geopolitici, come la guerra israeliana al Libano e il suo impatto sulla potenza militare di Hezbollah, l’ascesa degli islamisti al potere in Siria e le conseguenze sulle linee di rifornimento di armi a Hezbollah, sorgono molte domande sul futuro delle relazioni tra i due Paesi.