Manca ormai pochissimo all’inizio del Festival più importante dell’anno: Sanremo 2025 si avvicina, e con lui conosciamo meglio alcuni tra i concorrenti in gara quest’anno. Tra questi c’è la rivelazione pugliese Serena Brancale, che dalla sua Bari approda alla Città dei Fiori dopo il successo viralissimo del suo singolo “Baccalà”.

Serena Brancale è pronta per Sanremo

Il brano parla di vivere le cose al 100%: Anema e core è questo l’idea di viverti qualsiasi cosa dal Festival di Sanremo ad una storia d’amore ma con l’idea di dare sempre te stessa. È un brano in italano ma con una buona parte in dialetto pugliese, nonostante il titolo napoletano. io lo uso con la gente, e volevo lasciare questa napoletanità ma solo nel titolo. inoltre, è il mio modo di omaggiare Pino Daniele, come ha fatto lui e io nel mio provo a farlo col barese, è un esercizio che faccio da quando ho lasciato la Puglia. un po come una storia d’amore a distanza. grazie a PIno (daniele ndr) ho pensato di iniziare a credere che fosse importante anche il mio dialetto. tanto che quincy jones mi ha lasciato questo video nel quale mi fa i complimenti, pensando all’inizio che il mio dialetto fosse napoli.

A proposito di cover: “Anema e core” è folk, invece “If I ain’t got you” è soul. È stata la canzone del provino di Alessandra, è stato un modo per conoscerci e per portare la nostra Puglia sul palco. Il mio dialetto rappresenta la verità: Manuel Finotti, il mio produttore del cuore mi chiede sempre cosa dici. quando scrivo un brano non scrivo in inglese ma in pugliese. il dialetto per me è verità, ci tenevo che tornasse a Sanremo con un brano che mi rappresentasse.

Il rapporto con il jazz

Voglio che il mio jazz diventi world music: la musica non è solo un genere, ma l’idea di chiudere una cantante in un genere musicale mi ha fatto sempre un po’ dispiacere. è la bellezza che io sento e rivedo con Jovanotti, per esempio. Sono cresciuta in un ambiente jazz dove non potevo raccontare che mi piaceva Gigi D’Alessio: era un ambiente chiuso molto costrittivo. A un certo punto incominci a capire ma perché? Se a me piace andare in discoteca e sentire la tecno, perché me ne devo vergognare? All’inizio nascondevo alcune cose, ma poi sono cresciuta e ho capito.

“Non ho avuto nessun dissing con Tony Effe, anzi: ci siamo visti e abbiamo capito. C’è sempre il modo di equilibrare le cose se ti destreggi tra musica e gioco. Nuda quando voglio, tanto vince la musica”.

Marianna Soru

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