Sergio Castellitto e Isabella Ferrari per la prima volta insieme in Ci sono giorni che non accadono mai, a Ravenna Festival
Ci sono giorni che non accadono mai
di Valerio Cappelli
con Sergio Castellitto e Isabella Ferrari, regia: Sergio Castellitto
musica originale di Ennio Morricone (registrata dall’Orchestra Arcangelo Corelli, direttore Jacopo Rivani)
Prima assoluta. Una coproduzione Ravenna Festival, Festival Puccini e Prima International Company

Sergio Castellitto e Isabella Ferrari per la prima volta insieme
Lei una “Bambi con la voce da barista”, lui un musicista logorroico. Tutti e due impegnati in relazioni sentimentali insoddisfacenti. Su Facebook, dove già si conoscevano, si innesca la miccia della passione virtuale, complice il lockdown imposto dal recente coronavirus. Debutto ieri sera, alla trentunesima edizione di Ravenna Festival per l’opera di Valerio Cappelli, intitolata Ci sono giorni che non accadono mai, messo in scena e interpretato da Sergio Castellitto e Isabella Ferrari, per la prima volta insieme, con musica inedita di Ennio Morricone.

La commedia sull’amore nato nel periodo del lockdown per coronavirus
Uno spettacolo davvero “sul pezzo”, immerso nella storia più recente, in cui tutti hanno vissuto la clausura negli ultimi mesi, mentre la morte del grande compositore romano deceduto il 6 luglio scorso, ha reso questa rappresentazione teatrale, in scena solo pochi giorni dopo, un ulteriore omaggio alla sua arte.
Evaristo e Silvia, infedeli per noia e per gioco
La noia e la curiosità, il potere illusorio delle parole. Da qui, forse, ha preso inizio la storia di Evaristo, musicista che vive a Roma, e Silvia, estetista di Piacenza. All’inizio dello spettacolo i due sono già coinvolti emotivamente, tra domande piccanti, reticenze, confessioni personali. Cappelli però ce li presenta subito distanti, come oratori solitari davanti al leggio, eleganti e divisi l’uno dall’altro da un muro di plexiglass opaco.

“Io da quella volta che ti ho visto al ristorante con tuo marito, con quei tacchi, quella minigonna, quel pellicciotto così audace, vintage.. ho iniziato ad avere delle fantasie..” le confessa lui. Le chiede foto in cui è svestita, che lei, gratificata narcisisticamente, gli invia mentre il marito le dorme accanto. Poi lui inizia a fare progetti, lei frena perché sogna di aprire un ristorante ma non ha i soldi e vuole temporeggiare con il suo compagno, che ha promesso di finanziarla.

Sullo sfondo il dramma del Covid
L’amante si irrita di fronte a tanta prosaicità, la accusa di lasciarsi irretire, di non avere il coraggio di fare scelte importanti per la sua vita che è rimasta appesa al gancio, accanto a un uomo che non la desidera più nemmeno fisicamente. Intanto, sullo sfondo si sentono le sirene che in Emilia portano via i cadaveri degli anziani. La cronaca mischiata all’ eros casalingo e improvvisato che fa sorridere, con una vena di amarezza. Lo spettatore intuisce che questa storia non dura, ma aspetta curioso di vedere quale sarà la frase, il gesto che darà il via all’epilogo.
Tradimento o appagamento narcisistico?
Perché le parole, da sole, viaggiano senza bussola. Senza contatto, vicinanza, sguardi, senza la chimica che solo la fisicità può dare, diventano illusione caleidoscopica e inganno. Quando lei tarda due giorni prima di farsi sentire, per lui è già insopportabile. Ma non gli manca lei, la sua presenza, perché loro di fatto non sono mai stati vicini, gli manca la rappresentazione di quello che loro potrebbero essere o diventare, l’illusione narcisistica, appunto, che per due lunghi mesi, si è alimentata con le loro parole.

Le ricadute dell’isolamento forzato sulle coppie già in crisi
Quando si lasciano, rinfacciandosi anche in modo crudo i difetti reciproci, giudicandosi con la freddezza di due estranei, sembrano, paradossalmente, due coniugi insieme da tanti anni, sfiniti e amareggiati. La commedia sembra dirci che parlarsi addosso fa male. Cappelli ci regala con questa commedia dei nostri giorni, una delle prime sul tema dell’isolamento forzato vissuto di recente, una retrospettiva disincantata sul rapporto di coppia.
Fa riflettere sui malesseri che covano tra le mura domestiche e che nel contesto di segregazione vissuto di recente si amplificano. Ma anche sulle più o meno disperate fughe nell’universo virtuale, dove tutto sembra possibile.

Il ritorno di Castellitto alla regia teatrale
Ci sono giorni che non accadono mai segna il ritorno di Castellitto alla regia teatrale dopo 15 anni, mentre la musica di Ennio Morricone, due volte premio Oscar e già premiato dalla manifestazione nel 2004, è stata registrata dall’Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani.
Valerio Cappelli, giornalista del Corriere della Sera e autore di testi teatrali come Il titano insicuro e Finalmente Truffaut, ha definito il brano composto dal maestro per l’occasione, “un pezzo straordinario, che contiene la sua epicità e la sua malinconia; ha un passo circolare che accompagna in maniera naturale il respiro di due anime corrose dalla solitudine”.
Info e prenotazioni: tickets@ravennafestival.org, telefono: 0544 249244.
Anna Cavallo





