Calcio

Serie A, plusvalenze sospette: Covisoc lancia l’allarme

L’organismo di vigilanza sta esaminando alcuni scambi di mercato della Juventus e l’affare Osimhen-Napoli. In arrivo un altro ennesimo terremoto in Serie A?

L’indagine del Covisoc

L’indagine si sta concentrando su alcuni trasferimenti di mercato tra il 2019 e il 2021, la relazione è già sul tavolo della Procura Federale. Il Covisoc ha inviato al Procuratore FIGC Giuseppe Chinè e al presidente Gravina una serie di documenti in relazione ad alcuni movimenti finanziari sul mercato. Si tratta, per lo più, di scambi alti, anzi altissimi, senza però la traccia di un solo euro o quasi. Per l’organismo di vigilanza quegli affari sembrano incidere in modo significativo sui conti, evidenziando le criticità delle squadre che hanno messo in atto questi meccanismi. Ma ciò che risalta all’occhio è un allegato che cita nomi, cognomi, numeri e tutte le operazioni più rilevanti. Scambi effettuati più per mere ragioni economiche che sportive.

Più nel dettaglio

Nel calderone sono finite come oggetto di studio più significativo Juventus e Napoli. La “Vecchia Signora” del calcio nostrano è coinvolta nell’ambito di circa 42 trasferimenti. 21 giocatori sono stati venduti per 90 milioni di euro che, però, nei fatti sono stati tradotti in solo 3 milioni producendo benefici al bilancio di circa 40 milioni di plusvalenza. Tra tutti, spiccano gli scambi Cancelo-Danilo e Pjanic-Arthur. Per quanto riguarda i partenopei, invece, il caso è incentrato sull’affare Osimhen: il Lille (squadra nella quale militava l’attaccante nigeriano) ha riscosso 20 milioni dalla cessione del giocatore più quattro giocatori del Napoli dei quali tre sono tornati in Serie A e uno non gioca mai in Francia. Tutto fuorché, comprensibile ed è per questo motivo che si pensa più ad una risoluzione per far quadrare i conti e le plusvalenze che ad un vero e proprio scambio in termini sportivi. Chinè con il supporto dei rapporti del Covisoc dovrà indagare su questi movimenti volti a gonfiare o, quantomeno, a regolare le casse dei club.

Lorenzo Tassi

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