Sharon Tate, la tragica storia di una promessa del cinema americano

Gli inizi come modella, poi i primi piccoli ruoli seguiti dal successo dei suoi primi film importanti nel ’67. E poi il sogno spezzato da un omicidio folle nel 1969. Questa la vita di Sharon Tate, la bellissima attrice statunitense classe ’43, una delle promesse del cinema americano degli anni ’60. La sua camaleontica bellezza l’aveva fatta notare da molti quando da giovanissima aveva iniziato a posare come modella, ma poi sul grande schermo Sharon ha dimostrato di essere molto di più. Talentuosa, seppur ancora un po’ immatura, nel 1967 ha la possibilità di lavorare con un regista come Polański in “The Fearless Vampire Killers”, dimostrando di avere un ampio margine, ancora tutto da esplorare.

Dopo questo film lei e Polański iniziano una relazione. Si parla degli anni ’60, quindi molto prima che gli scandali travolgessero il regista, che oggi è accusato di abusi su una 13enne avvenuti nel ’77. Ma a quanto pare Polański non era di certo migliore di come si sarebbe poi dimostrato nel tempo. Tradisce infatti ripetutamente la Tate, lamentandosi dopo un anno di relazione del suo essere “noiosa”.

“Voglio essere sposato con una hippie, non con una casalinga“, dichiara in quegli anni il regista franco-polacco, desideroso di condurre anche nel privato una vita sregolata da “star”. Vita che ancora conduce nonostante le accuse, come se bastasse essere un bravo regista per essere assolto dagli abusi sessuali. Sembra, inoltre, che in quegli anni Polański lasciasse spesso l’attrice sola per andare a girare qualche film. E proprio durante una delle sue assenze è successa la tragedia.

Sharon Tate - Photo Credits: Style - Corriere
Sharon Tate – Photo Credits: Style – Corriere

L’assassinio di Sharon Tate

Nella notte tra l’8 e il 9 Agosto 1969 Sharon Tate era nella casa che aveva affittato qualche mese prima con il marito, Roman Polański, che quella sera era assente perché a Londra per preparare un film. Sharon, all’ottavo mese di gravidanza, era ritornata a casa da una serata fuori con gli amici Jay SebrigWojciech Frykowski e Abigail Folger. Fra mezzanotte e le quattro del mattino, Charles Manson, insieme a  Tex Watson , Susan Atkins e Patricia Krenwinkel  giovanissimi membri della comune hippy conosciuta come Famiglia Manson, si avviarono verso la residenza di Cielo Drive, dove abitavano molte celebrità fra cui la Tate.

Tagliata la linea del telefono, i criminali risalirono armati di coltelli e una pistola, fino a raggiungere l’abitazione della star. In strada incontrarono il 18enne Steven Parent, che faceva il venditore porta a porta e stava andando via. Nonostante li avesse supplicati di non ucciderlo, il gruppo lo finì con tre fatali colpi di pistola. Entrati in casa i tre criminali guidati da Manson uccisero uno ad uno la Tate e i suoi tre ospiti, compiendo degli efferati omicidi. Tante le coltellate inferte ai deceduti. E a niente erano servite le suppliche di Sharon Tate, che pur di salvare suo figlio si era proposta di divenire ostaggio.

Si racconta che quando Frykowski chiese a Watson chi fosse e cosa volesse, lui rispose “Sono il diavolo e sono qui per fare il lavoro del diavolo”. Prima di andar via Manson disse di voler lasciare un segno del loro passaggio, un messaggio inquietante. Così i tre scrissero sulla porta di casa “PIG” con il sangue di Sharon Tate. Ad oggi non sono note le effettive motivazioni che hanno portato i quattro criminali a compiere un omicidio così efferato.

Margot Robbie è Sharon Tate nel film "C'era una volta a...Hollywood" - Photo Credits: Occhiali Vip
Margot Robbie è Sharon Tate nel film “C’era una volta a…Hollywood” – Photo Credits: Occhiali Vip

I film ispirati alla vicenda

La tragedia di Sharon Tate ha ispirato diversi registi e produttori. Mostrata nei film su Manson del 2014 e del 2018, “House of Manson” e “Charlie Says”, la tragedia è stata invece protagonista del film “10050 Cielo Drive” del 2016. Definito assolutamente “repellente e inutile” da famosi critici internazionali, ha una percentuale bassissima su Rotten Tomatoes ed è nella lista dei peggiori 10 film del 2017.

La delicatezza di questa vicenda di cronaca nera non viene rispettata neanche da Daniel Farrands, che nel 2019 ha firmato il film “Sharon Tate: tra incubo e realtà”, dove a vestire i panni della diva c’era Hilary Duff. Il regista si è basato sulle presunte premonizioni che la Tate avrebbe avuto prima dell’omicidio, creando una pellicola di cattivo gusto, dove addirittura vediamo una realtà possibile e i protagonisti ormai nell’aldilà, dove la Tate tiene in braccio il suo bambino.

Tarantino e la decisione di salvarla

Nel 2019 Sharon Tate viene ancora rappresentata nel film di Tarantino “C’era una volta a… Hollywood”. Nei panni dell’attrice statunitense c’è una bellissima Margot Robbie, che sottolinea l’ingenuità e la dolcezza della Tate. In questo caso Tarantino decide di non far morire Sharon Tate, che sopravvive grazie a due personaggi di finzione da lui introdotti nella vicenda. In questo film, grande lettera d’amore del regista al cinema, Tarantino ha deciso di salvarla per un motivo: “L’eredità di Sharon Tate è stata definita dall’omicidio ideato da Charles Manson, ma io volevo mostrarla come ben più di una vittima. La scelta di non farla morire, avrebbe mostrato un’immagine differente di lei dandole una seconda possibilità”. La possibilità di brillare di cui, nella vita vera, è stata privata.

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