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Simone Biles: “Abusi coperti dal sistema e dall’FBI”

Duro J’accuse di Simone Biles e altre atlete contro l’FBI e la Federazione, colpevoli di aver coperto gli abusi.

Ieri, Simone Biles, Aly Raisman, McKayla Maroney e Maggie Nichols hanno testimoniato davanti alla Commissione del Senato Americano contro gli abusi subiti da un medico. Larry Nassar, medico della squadra di ginnastica statunitense, è stato condannato all’ergastolo nel 2018. Biles non ha perso l’occasione di denunciare il sistema e sostiene con fermezza che ci sono delle responsabilità che vanno perseguite.

Le dure parole di Simone Biles

“La colpa è di Larry Nassar ma anche di tutto un sistema che ha permesso e perpetrato questi abusi. La Federazione e il Comitato olimpico e paraolimpico statunitense sapevano”. Biles ha poi continuato, nonostante le lacrime “sono una vittima di abusi sessuali e le circostanze che hanno portato a questo e hanno lasciato che continuassero sono direttamente legate al fatto che le organizzazioni create dal Congresso per proteggere me come atleta, non hanno fatto il proprio lavoro“.

Biles, non solo ha ribadito le accuse a Larry Nassar, ma ha anche accusato tutti quelli che sapevano e che non hanno mosso un dito. Oltre ai Comitati olimpici e paraolimpici, anche l’FBI era informata degli abusi su più di 500 atlete, ma non è intervenuta. Michael Langeman è uno degli agenti che sapeva e che, dopo un’inchiesta del dipartimento di Giustizia, è stato licenziato.

L’emozionante testimonianza di Aly Raisman

“Essere qui oggi è portare tutto ciò che ho. Spero di avere la forza per uscire a piedi da qui. L’FBI mi ha fatto sentire come se il mio abuso non contasse, come se non fosse una grande questione”.

Sono le parole di Alexandra “Aly” Raisman, 27enne, ex-ginnasta e campionessa olimpica. Anche lei si è espressa davanti al Senato e ha accusato il sistema, aggiungendo che “quelli che non hanno indagato Nassar, devono essere perseguiti a livello federale”.

Le dure parole di McKayla Maroney

“Hanno permesso a un molestatore di minori di rimanere libero per più di un anno e questa inazione ha consentito a Nassar di continuare con i suoi abusi. Che senso ha denunciare un abuso se gli agenti dell’FBI seppelliscono quel rapporto in un cassetto?”

McKayla Maroney, 25enne, ex-ginnasta e pluricampionessa olimpica, ha raccontato di quando è stata abusata a soli 15 anni e credeva che sarebbe morta la sera stessa. Secondo Maroney l’FBI ha “minimizzato e ignorato” le sue denunce contro Nassar, ritardando le indagini. “Se non hanno intenzione di proteggermi, voglio sapere chi stanno cercando di proteggere” ha concluso.

Le accuse e la condanna a Nassar

Le prime denunce sono arrivate nel 2015. Margaret “Maggie” Nichols, ex-ginnasta 24enne, è stata la prima a denunciare gli abusi, per questo è stata definita l'”Atleta A“. Alle sue denunce sono poi seguite quelle di centinaia di altre atlete. Lawrence “Larry” Nassar è stato condannato nel 2018 per abusi sessuali su più di 150 ginnaste, spesso minorenni. La pena va da un minimo di 40 ad un massimo di 175 anni. Nel 2017 era già stato condannato a 60 anni di carcere per pedopornografia. Gli abusi sarebbero cominciati negli anni Novanta.

Le “scuse” dell’FBI

Cristopher A. Wray, avvocato e direttore dell’FBI dal 2017, si è scusato con le atlete e ha ammesso che il Federal Bureau of Investgation ha commesso errori imperdonabili e per questo degli agenti sono stati licenziati. In seguito al caso Nassar l’FBI ha rafforzato il sistema e le politiche di intervento in caso di abusi sessuali.

Foto di ©Graeme Jennings

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