Dopo l’uscita dei primi due episodi della serie Netflix Snowpiercer, ieri è finalmente uscito il terzo episodio. Pochi giorni fa avevo scritto un articolo riguardo alle prime impressioni sulla serie, andando a ricostruire anche la genesi dell’opera che nasce nel 1984 come graphic novel francese ed è diventata famosa dopo la realizzazione del film di Bong Joon-ho. In quell’articolo analizzavo le prime decisioni stilistiche scelte dal grande colosso dello streaming, scelte discusse poi in live sul canale Twitch La Terra di Nessuno.

Le differenze e le somiglianze tra la serie e le produzioni precedenti a cui si ispira ci aiutano a decifrare meglio il prodotto Netflix, che diventa anche un mezzo attraverso cui leggere lo lo spirito del tempo e la sua influenza sulla cultura pop. Tra le altre cose oggi riandremo in live per commentare il terzo episodio dello Snowpiercer di Netflix, andando a indagare e analizzare le scelte stilistiche per ora portate avanti, facendo però anche qualche predizione. Se volete essere dei nostri andate qui: https://www.twitch.tv/laterradinessuno.

Snowpiercer, il terzo episodio della serie Netflix: trama

Il terzo episodio di Snowpiercer ci vede di nuovo a fronteggiare l’indagine per omicidio per cui il protagonista è stato prelevato dal fondo del treno, in quanto ex agente di polizia della omicidi. In cambio dei suoi servigi in merito all’indagine, il protagonista riesce a barattare delle concessioni che gli permettono di favorire la rivolta all’interno del fondo del treno. Dall’altra parte vediamo il personaggio interpretato da Jennifer Connely (altro protagonista) alle prese con l’usufruire del vecchio metodo del panem et circenses mentre i problemi tecnici e sociali all’interno del treno si ingrandiscono sempre di più.

L’episodio inizia e si conclude poi con un oggetto, una specie di chip sottocutaneo, che sembra avere la funzione di chiave per muoversi attraverso i vagoni (ma non si fa chiarezza su questo, si fa solo intuire che sia un oggetto molto importante per gli scopi “politici” e rivoltosi del fondo del treno). Mentre seguiamo le indagini di Layton (il protagonista interpretato da Daveed Diggs), noi spettatori veniamo a conoscenza di chi possa essere uno dei potenziali autori dei misteriosi omicidi, il quale sembra intenzionato a far tacere una dei potenziali testimoni, risvegliatasi dallo stato di coma farmacologico a cui le persone chiuse in prigione nei cassetti sono sottoposte.

Lo Snowpiercer di Netflix si muove sempre di più verso lidi crime

Il terzo episodio della serie basata sul franchising multimediale di Snowpiercer ci spinge sempre di più verso un panorama crime. Accanto al panorama crime poi indubbiamente si impone il leitmotiv della rivolta politica e della cospirazione ai danni di un governo dittatoriale. C’è poi sicuramente il tema delle modalità attraverso cui il potere si autoconferma e sopravvive all’interno di un contesto duro come lo Snowpiercer. La serie, concepita come un prequel rispetto al film omonimo di Bong Joon-ho, dialoga incessantemente anche con il fumetto.

Viene infatti dal fumetto l’idea di un treno con un’élite politica formata da più persone, le quali devono avere a che fare con potenziali competitor. Anche l’idea del panem et circenses, anche se rielaborata in modo meno orwelliano, si ispira profondamente al fumetto. Gli spazi però sono sempre meno claustrofobici rispetto sia al materiale fumettistico originale che alle scelte stilistiche di Bong Joon-ho.

Il kronol cambia per permettere una narrazione più dinamica riguardo alle vicende sul treno

Il kronol, droga presente all’interno dello Snowpiercer in ogni sua trasposizione, nella serie distribuita da Netflix diventa un espediente narrativo. All’interno della graphic novel infatti il kronol appariva abbastanza di striscio, come una delle tante dipendenze a cui aggrapparsi all’interno del treno. Si dice in un’occasione in Le Transperceneige (titolo originale del fumetto) che la sua produzione è collegata a un disinfettante chimico per bagni. All’interno del film di Bong Joon-ho il kronol è una droga prodotta dagli scarti della locomotiva, per di più con degli effetti esplosivi nelle giuste condizioni.

Il kronol nella serie tv distribuita da Netflix diventa occasione per mostrare il contrabbando all’interno del treno. Un contrabbando che non ha a che fare solo con il fondo, ma anche con tutti gli altri vagoni. Veniamo anche a sapere che è comune che persone della prima classe si rechino negli altri vagoni giusto per vivere una esperienza diversa o divertirsi in modi meno convenzionali.

Il kronol qui diventa un espediente narrativo poi per mostrare come “Wilford” non sia riuscito a pensare a tutto per quello che riguardava i bisogni di un treno nell’ottica dell’autosufficienza. Scopriamo infatti che alla base del kronol c’è il farmaco utilizzato per tenere in uno stato di coma farmacologico i prigionieri nei cassetti. Il medico adibito al controllo dei prigionieri lo contrabbanda in cambio di unguenti per lenire o prevenire le piaghe da decubito. Infatti è proprio lui che sottolinea come a Wilford siano sfuggiti dei bisogni essenziali.

Un episodio che conferma l’andamento crime della serie Snowpiercer a discapito del senso di claustrofobia

Questo terzo episodio riconferma l’atmosfera che avevamo colto nel nostro primo articolo sulla serie. C’è la volontà di rendere questo un prodotto appetibile anche per coloro che non amano il genere fantascientifico o distopico, dandogli un aspetto crime in grado di allargare la fetta degli utenti. Dall’altra parte il senso di claustrofobia e il senso di morte imminente non si respira come ci si aspetterebbe da una storia dai lati drammatici. A sconfiggere qualsiasi senso di disperazione poi vi è l’impressione che il muoversi tra i vagoni sia molto più facile di quello che sembri.

  • Da una parte questa permeabilità tra i vagoni rende la serie Snowpiercer distribuita da Netflix più dinamica. Permette in qualche modo delle azioni più movimentate, favorite da spazi molto più grandi di quello a cui ci avevano abituati graphic novel e film del 2013.
  • Dall’altra parte però si perde il senso di disperazione e rivalsa sociale necessaria per la sopravvivenza. Si perde, almeno per ora, giunti al terzo episodio, il senso che aveva caratterizzato il fumetto Le Transperceneige e il film Snowpiercer.
Snopiercer, Netflix.
Snopiercer, Netflix.

Lo spettro de La compagnie des glaces, che ci possa essere una connessione?

Molti amanti della fantascienza avevano rinvenuto nella graphic novel illustrata da Jean-Marc Rochette, e scritta da Jacques Lob e Benjamin Legrand l’eco di una vastissima serie di fantascienza francese scritta da George Jean Arnaud: La compagnie des glaces. La serie conta un totale di 97 romanzi, di cui solo il primo fu tradotto in inglese. Al momento è possibile leggerli in versione kindle solo in francese, a parte per il primo volume che è disponibile anche la versione in inglese. La serie è ambientata su una Terra ghiacciata in seguito a delle esplosioni nucleari sulla Luna. In questo mondo ghiacciato ad avere la meglio sono le compagnie che gestiscono i trasporti su rotaia. Tutti i volumi hanno una serie di trame che coinvolgono anche aspetti thriller, polizieschi e da spy story.

Ho anche scoperto che ad aprile 2020 il prolifico autore, George Jean Arnaud, è passato a miglior vita, tra le altre cose.

Vedendo il tiro della serie distribuita da Netflix, la mia mente ha fatto una connessione: e se intendessero riprendere in parte il materiale che probabilmente ispirò per l’ambientazione Le Transperceneige? Non ci sono prove, nessuno ne sta parlando, ma sicuramente il tipo di storia che la serie distribuita su Netflix sembra far trapelare ha molto in comune con le atmosfere della serie fantascientifica francese. Io intanto sto cercando di leggere il primo volume per capire se e quanto sia fattibile una previsione di questo tipo. Vi farò sapere per il prossimo episodio dei nostri articoli a tema Snowpiercer.

Primo volume de La compagnie des glaces di Gerges Jean Arnaud, a cui si ispirarono probabilmente gli autori della graphic novel Le Transperceneige, da cui è tratto Snowpiercer.
Primo volume de La compagnie des glaces di Gerges Jean Arnaud, a cui si ispirarono probabilmente gli autori della graphic novel Le Transperceneige, da cui è tratto Snowpiercer.

Per di più sappiamo da poco che la serie Snowpiercer avrà altre due stagioni

La serie Snowpiercer avrà altre due stagioni. Questo lo si sa con certezza. Questo fatto fa pensare che per la costruzione della storia sia necessario molto materiale per il soggetto. Il rischio sennò è quello di incorrere in episodi e stagioni copie gli uni degli altri. Questo potrebbe veramente aprire alle speculazioni sulla volontà di proporre materiale totalmente originale che vada a integrarsi con la storia. Che sia La compagnie des glaces, o un lavoro integrativo totalmente originale, sicuramente Netflix ha bisogno di rimpinguare la serie con idee nuove. Il rischio? Un flop gigantesco!

Rimaniamo in attesa per il futuro, seguiteci per il commento settimanale su ogni nuovo episodio della serie. Fateci sapere cosa ne pensate!

di Eleonora D’Agostino

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