Nel nuovo appuntamento della rubrica Parole dal Mondo, il termine Sonder; una parola proveniente dalla lingua tedesca e francese riferita all’incontro casuale con persone sconosciute e alla consapevolezza che, quest’ultime, abbiano una vita vivida e sconosciuta.

Sonder, la vita invisibile dei passanti

Il termine Sonder significa, letteralmente, ‘“La consapevolezza che ogni passante casuale stia vivendo una vita vivida e complessa come la tua, una vita che continua invisibilmente intorno a te, che non conoscerai mai e nella quale potresti apparire solo una volta.”. Quante volte è capitato a chiunque di scontrarsi con passanti di ogni genere? Bambini, adulti, anziani che per qualche motivo colpiscono chi guarda; tanto da indurre a una riflessione triste e amara, a tratti: chi è quella persona che sta passando fugace e che, probabilmente, sarà difficile incontrare di nuovo? Un quesito automatico che spinge il pensiero verso una presa di realtà quasi malinconica; quella persona che per un momento è apparsa sul proprio cammino, ha una propria esistenza interessante e vivida, popolata da impegni, persone, problemi.

Un’esistenza non si potrà mai realmente conoscere proprio perché il passante con cui ci si è scontrati, è stato solo per un attimo protagonista della vita di chi riflette su tale argomento, e viceversa. L’etimologia del termine Sonder si correla alla parola tedesca sonder, ovvero ”speciale”; e a un altro lemma francese, sonder, il cui significato si rende con ”sondare”.

La realizzazione coscienziosa che esiste una storia dietro ogni persona

La parola Sonder indica, quindi, il momento in cui si realizza che ogni persona ha una propria storia; esistenze complesse, articolate, interessanti e popolose di eventi tanto quanto chi osserva. La malinconia risiede, probabilmente, nel concetto di tempo; la storia di ognuno scorre inesorabile, indipendentemente dal fatto che qualcun altro ne sia consapevole.

Si potrebbe definire, o azzardare, il termine Sonder quasi come un sussulto emozionale; vedere un passante e realizzare in modo cosciente che, quella data persona, è come tutte le altre, e somiglia a chi guarda. Una persona con la propria esperienza di vita, i propri retaggi, i successi, le glorie, i fallimenti, i pianti, gli amori, i giorni felici. Tutto ciò che ha sperimentato, qualsiasi cosa abbia dovuto affrontare, lo ha portato al momento della sua vita in cui qualcuno lo sta osservando tacitamente, senza che ne sia consapevole; e, soprattutto, la sua esistenza è progredita e si è sviluppata senza che chi in quel momento funge da osservatore sia intervenuto direttamente o avesse consapevolezza di ciò che stava accadendo, nella vita altrui.

Stella Grillo