Nelle prime ore del mattino di domenica -ora locale- otto persone hanno perso la vita nel corso di una sparatoria in Ecuador. Un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco sulla folla che si trovava fuori da una discoteca chiamata Nápoles. L’attacco è avvenuto a Santa Lucía, nella provincia di Guayas, nell’ovest del Paese. Sette persone sono morte all’istante, mentre una è stata trasportata d’urgenza in ospedale, ma i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Altri tre dei presenti sono rimasti feriti.
Gli agenti dell’Unità Morti Violente e Persone Scomparse (Dinased) e dell’Unità di Investigazione Criminale hanno raccolto prove sul posto. I corpi sono stati trasportati all’obitorio di Daule per le autopsie legali. Tra le vittime, tutte tra i venti e i quarant’anni, ci sarebbe anche il fratello del sindaco.
Ennesima sparatoria in Ecuador: una scia di sangue che non si arresta
Gli aggressori si sono avvicinati al locale a bordo di due veicoli, armati di fucili; secondo le prime ricostruzioni, avrebbero sparato a caso, senza avere un obiettivo ben preciso. La polizia non ha ancora fornito ulteriori dettagli su possibili moventi o altro, ma le indagini proseguono. Quello di domenica è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi simili in Ecuador, chs stanno interessando soprattutto la provincia di Guayas.
Poche settimane fa, nella stessa zona, dei malviventi avevano ucciso diciassette persone; una settimana prima, a perdere la vita erano stati in nove. Nella maggior parte dei casi, come ripetuto e confermato dalle forze dell’ordine, si tratta di «vittime collaterali» della criminalità locale, e dunque non obiettivi mirati.
Federica Checchia





