Continuano a calare drasticamente le presenze dei bagnanti: spiagge vuote (ma soprattutto stabilimenti). In media, si è registrato tra il 20 e il 30% in meno rispetto agli scorsi anni, soprattutto in riferimento ai consumi di servizi di bar, ristorante, noleggio attrezzature. Un dato realistico se si considera quanto i prezzi siano alti rispetto agli stipendi medi, un dato di fatto che continua a venire riportato dai consumatori ogni estate. Complice anche il maltempo in diverse zone, non è stata una partenza col botto per gli operatori del settore.

Spiagge vuote, Codacons: “Lacrime di coccodrillo dei balneari”

Gli stessi operatori del settore che continuano a sperare nella ripresa della stagione a cavallo della settimana di Ferragosto, anche se sembra difficile. Il problema principale è il caro ombrellone. Lo sostengono anche tantissimi vip, come spiegato sui social da figure come Alessandro Gassman. “Forse avete un po’ esagerato con i prezzi e la situazione economica del paese spinge gli italiani a scegliere una spiaggia libera?”. Anche Salvo Sottile sostiene la stessa teoria.

Tutte queste accuse non trovano riscontro nei gestori. Che se la prendono, invece, con la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. E la ministra, Daniela Santanchè, parla di “allarmismo”. “Il turismo sta cambiando e l’estate non è solo mare”. Diverso il parere di Assobalneari, che parlano di una contrazione “sia in termini di presenze che di consumi”. È un fenomeno legato alla riduzione del potere di acquisto delle famiglie e al rallentamento del turismo straniero. Questo è “influenzato da uno scenario internazionale instabile e incertezze economiche”.

Infatti il presidente Fabrizio Licordari rivendica di aver chiesto agli associati di “non aumentare le tariffe, ma di prevedere al massimo adeguamenti contenuti, per venire incontro alle difficoltà delle famiglie”. Per lui dovrebbe essere il governo a “difendere il settore balneare italiano dagli attacchi dei tecnocrati di Bruxelles, che vorrebbero mettere a gara le concessioni in modo illegittimo”. Ancora diverso, invece, il parere del Codacons. “Il mare è diventato “un salasso per le famiglie”, afferma. Per l’associazione infatti quelle dei balneari sono “lacrime di coccodrillo”.

Marianna Soru