Cronaca

Startup: in Italia calano gli investimenti

Gli investimenti italiani nelle startup calano. Nel 2017 sono stati investiti 110,8 milioni in startup italiane. Ben 68 milioni in meno rispetto ai 178 milioni del 2016. Un’inversione di marcia rispetto alla striscia positiva e alla crescita degli investimenti in neo imprese innovative degli ultimi tre anni.

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image credits: eunews.it

Tempo di bilanci da inizio anno anche per il settore delle startup. E, a vedere i dati, non sono buone le notizie che arrivano sul fronte degli investimenti in campo innovativo. Un settore questo che, anche per ovvi motivi di novità, non ha un archivio così folto. Eppure, se guardiamo il primo dato disponibile sugli investimenti in venture capital, del 2012, vediamo come i soldi investiti dall’Italia nel 2017 siano gli stessi di 5 anni fa.

Un calo degli investimenti che si è mantenuto piuttosto costante nell’arco dell’anno a -39%. Con nessun cambio di passo registrato in coda all’ormai passato 2017, se non un calo ancora più accentuato.  Secondo l’ultima misura fatta da Agi, a giugno del 2017 il calo era del 13%.

Cala il numero delle operazioni, che da 74 passano a 67, con soli 11 round di investimento che hanno superato il milione di euro. E cala pure il numero degli investimenti medi in capitale di rischio: da una somma di circa 900mila euro a una “ridimensionata” a 700mila.

L’app dei pagamenti Satispay (18milioni) e il marketplace delle auto Motork (10milioni) sono le uniche ad ver superato i 10 milioni di euro. Gli altri nove vanno dai 9 milioni di euro per BeMyEye, un’app che consente a chi la usa di indicare i prezzi dei negozi in cambio di una ricompensa economica, a 1,2 milioni raccolti da Marinanow (noleggio barche), Yolo (polizze temporanee) e Finscience (Big data).

Come vanno le startup italiane all’estero

Da come sono stati fatti i calcoli da Agi, possiamo pure vedere che il problema è in gran parte italiano. Sono stati esclusi, infatti, i soldi raccolti da acceleratori e incubatori di startup fuori dall’Italia. Tra questi fondi spiccano i 7,5 milioni raccolti dall’acceleratore del biotech BioVelocita e i 5 raccolti dall’incubatore Digital Magics.

Ma hanno raccolto una buona quantità di fondi anche cinque startup italiane di nascita, e fondate da italiani, ma con sede e buisiness trasportate oltre i confini per motivi vari. Queste società hanno raccolto circa 27 milioni di euro: si tratta della fintech Soldo (Londra, 11milioni), dei servizi cloud di Cloud4Wi (San Francisco, 11,milioni) Multiply Labs (San Francisco, 2,7), Mogees (Londra, 1milione) e Oval (Londra, 1milione).

Dunque il settore dell’innovazione italiana stenta a decollare. E anzi, torna sui suoi passi a livelli di investimento datati un lustro. E sarà così fino a quando le circa 10mila startup italiane non troveranno finanziatori. L’Italia si trova ad un abisso di distanza rispetto ai principali paesi europei. Basta pensare che Francia, Germania e Regno Unito investono oramai stabilmente cifre superiori ai due miliardi di euro ogni anno. Chissà se questo argomento entrerà nei programmi di qualche partito o coalizione per la prossima legislatura.

Federica Macchia

 

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