Cinema

Stasera in tv “Lontano lontano”: il “cinema di quartiere” porta tre pensionati all’estero

Adv

Fresco della vittoria al 66° David di Donatello per la Migliore Sceneggiatura non originale, “Lontano lontano” scritto da Gianni di Gregorio e Marco Pettella e diretto dallo stesso Di Gregorio, arriva stasera in tv, alle 21.20 su Rai3.

Presentato al Torino Film Festival nel 2019, “Lontano lontano” esplora il rapporto tra una “casa“, a cui si lega l’idea di povertà e disperazione, e un “estero” ideale in cui risiedono le speranze in una vita più dignitosa.

Una scena da "Lontano lontano" di Gianni Di Gregorio, Credits: MYmovies
Una scena da “Lontano lontano” di Gianni di Gregorio, Credits: MYmovies

“Lontano lontano” ovvero l’Isola che non c’è per un’umanità perduta

Non si tratta però di una fuga di cervelli, bensì di 3 uomini anziani che prendono atto della vita di stenti a cui li costringe la propria misera pensione e decidono di trasferirsi all’estero. Si tratta del Professore (Gianni di Gregorio), Giorgetto (Giorgio Colangeli) e Attilio (Ennio Fantastichini, per cui questo è stato l’ultimo ruolo prima della morte il 1° ottobre 2018).

Ciò che unisce queste tre persone prima della partenza sembra essere solo la sensazione di aver toccato il fondo e la prospettiva di risalire di qualche gradino la metaforica scala del loro tenore di vita, varcando i confini nazionali. Verso dove? Le Azzorre.

I tre personaggi, diversi per passato e temperamento, vengono presentati con la stessa delicatezza: la pellicola li mostra nel loro contesto naturale, romanissimo, per poi metterli in contrasto con l’assurdità dei tempi delle pratiche burocratiche. Questo procedimento paradossalmente restituisce a questi tre uomini fragili un’umanità che sembra essere stata loro sottratta da un sistema noncurante, che li “tollera” ma non li considera.

Trailer di “Lontano lontano”, Migliore Sceneggiatura non originale al David di Donatello 2021

Un film “in linea” col passato da regista di Di Gregorio

Al Torino Film Festival il co-sceneggiatore e regista Di Gregorio confessa che l’idea per il film gli viene da una conversazione con l’amico Matteo Garrone e ironizza riportando la frase che avrebbe detto il grande regista: “Devi fare un film su un pensionato povero. Se non lo fai tu che sei specializzato in vecchietti, si rischia che non lo fa nessuno!“.

Si tratta di un film che mette al centro una “fuga” ma, come sottolinea il regista ,”il viaggio dei miei personaggi è soprattutto mentale“. L’attore Giorgio Colangeli interviene invece per sottolineare che quel viaggio non è tuttavia vano: ” [il film] non è mai così realistico da dare indicazioni di vita, la nostra è solo un’indicazione ideale. L’obiettivo dei personaggi è migliorare la propria vita e ci riescono. Questo è ciò che conta”.

Debora Troiani

Seguiteci anche su Twitter, Instagram e Facebook

Adv
Adv

Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.
Adv
Back to top button