Dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump è emerso e continua a emergere il movimento “No King“: la più plateale e sincera opposizione all’attuale presidente statunitense. La prima giornata di protesta, svoltasi lo scorso giugno in concomitanza con il 79° compleanno di Trump, ha visto la partecipazione di milioni di persone. La seconda, nell’ottobre del 2025, ha coinvolto circa sette milioni di manifestati. Gli organizzatori sostengono che le proteste potrebbero diventare una delle più grandi nella storia degli Stati Uniti.

Le manifestazioni “No King” contro le politiche di Trump continuano

Il così alto coinvolgimento dei manifestati è strettamente legato all’operato di Donald Trump e al suo stile di governo autoritario. Non esenti dall’elenco le politiche anti-immigrazione, la negazione del cambiamento climatico e le politiche contro la comunità LGBT+. È stato ribadito anche l’allontanamento dalle energie rinnovabili a favore dei combustibili fossili e l’attuale guerra in Iran. Tuttavia, l’evento composto da più di 3.100 eventi organizzati nelle principali città, ha evidenziato una radicata divisione politica negli Stati Uniti. Da i sostenitori di Trump uniti al movimento “Make America Great Again” a coloro che condannano ogni sua scelta politica, la spaccatura è profonda.

Tra le decide di migliaia di persone presenti alla manifestazione di sabato figurava anche l’attore Robert De Niro che ha definito il presidente statunitense «una minaccia esistenziale alle nostre libertà e alla nostra sicurezza». Il tutto accompagnato da striscioni che recitavano «Trump Must Go Now» e «Fight Fascism». Un manifestante ha aggiunto: «Continua a mentire, a mentire, a mentire e a mentire, e nessuno dice niente. È una situazione terribile quella in cui ci troviamo».

In contrapposizione, la Casa Bianca non ha solo smentito i raduni, ma li ha definiti il prodotto di «reti di finanziamento di sinistra» a cui manca un vero sostegno pubblico. La portavoce Abigail Jackson ha aggiunto in un comunicato: «Le uniche persone che si preoccupano di queste sedute terapeutiche per la sindrome di derangement di Trump sono i giornalisti che sono pagati per coprirle». È successivamente arrivata anche la comunicazione di un portavoce del Comitato nazionale repubblicano del Congresso. Quest’ultimo ha dichiarato: «Questi raduni dell’Odio per l’America sono il luogo in cui le fantasie più violente e squilibrate dell’estrema sinistra ottengono un microfono».

Non solo in America, ma anche in Europa

L’interesse mosso per contrastare la politica di Trump non si limitano solo agli Stati Uniti, ma raggiungono anche l’Europa. Le manifestazioni avvenute in città come Amsterdam, Madrid e Roma hanno visto la partecipazione di circa 20.000 persone. Centinaia di persone a Parigi, insieme ai sindacati francesi e alle organizzazioni per i diritti umani, si sono riuniti alla Bastiglia. Ada Shen, organizzatrice di Paris No Kings, ha dichiarato: «Protesto contro tutte le guerre senza fine, illegali, immorali e sconsiderate di Trump». Migliaia di persone a Roma sono scese in piazza per protestare contro gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele all’Iran. Similmente, a Londra i protestanti si sono mossi contro la guerra in Iran. Quanto accaduto, a differenza di quanto affermato dalla Casa Bianca, si mostra come la più netta opposizione a Donald Trump.

Stefania Cirillo