Pallavolo

Stop pallavolo: la parola alle società

Dopo la riunione delle consulte di lunedì 6 aprile con conseguente stop per i campionati di pallavolo, le società esprimono il loro pensiero sulla difficile situazione. C’è l’accordo sulla scelta presa così come esiste la volontà e la speranza di una ripartenza estiva.

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Serie A2 Femmiinile – Photo Credit: Lega Volley Femminile Official Facebook Account

Stop pallavolo: Scandicci non ci sta

La Lega Femminile ha emanato il suo verdetto dichiarando vincitrice della regular season l’Imoco Conegliano; la classifica è stata congelata al 16 febbraio in modo da avere tutte le squadre con 19 partite disputate. Lo stop del campionato implica il dover guardare alla prossima stagione, anche nell’ambito delle coppe europee; cinque le squadre che si guadagno l’accesso a tali competizioni: Imoco, Busto, Novara, Scandicci e Monza.

Busto approda in Champions League, evento che le mancava dalla stagione 2014/2015. Monza stacca il biglietto per l’Europa per la terza volta di fila, ma chi non è d’accordo è la Savino Del Bene; quarta classificata e con il sogno Champions che rimane tale, vittima anch’esso dell’emergenza legata al Covid-19. Queste le parole del presidente Francesco Paoletti che si leggono sul sito della società:

“Il nostro club non è in linea con quanto stabilito in merito all’assegnazione dei posti nelle Coppe Europee: se la classifica non ha valore per assegnare uno Scudetto né per definire le retrocessioni, la stessa non può valere per l’assegnazione dei posti per le Coppe Europee evidenziando, quindi, una disparità di giudizio decisamente incongrua. […] Con sei giornate ancora da disputare ed i conseguenti playoff, l’esito finale della stagione sarebbe potuto essere diverso”.

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Savino Del Bene Scandicci – Photo Credit: Lega Volley Femminile Official Facebook Account

Superlega, pareri discordanti tra i club

Anche la Superlega ha avuto lo stesso esito della Serie A1 femminile; l’unica differenza è il non aver dichiarato il vincitore del campionato vista la troppa vicinanza in classifica delle squadre in testa. Resta dunque aperta l’ipotesi dei playoff estivi, forse tra le prime quattro classificate; anche in campo maschile le società hanno espresso i loro pareri, mostrando qualche discordia in più in merito alla difficile scelta presa lunedì.

Gianrio Falivene e Fabio Cremonese, rispettivamente presidenti di Cisterna e Padova, dichiarano il totale accordo per lo stop della Superlega. Impossibile andare avanti con questa situazione, bisogna iniziare a guardare al futuro; questi i concetti espressi da entrambi che però rimangono aperti e disponibili a qualsiasi scenario, compreso quello dei probabili playoff. Di vedute diverse il presidente dell’Itas Trentino Diego Mosna che a Marco Vigarani, Corriere del Trentino, dichiara:

“Resta l’amarezza di non essere riusciti a far capire a tutti l’importanza di continuare. Con un’estate senza impegni internazionali avremmo avuto tempo per provare a finire la stagione. Sarebbe bastata la buona volontà. […] Si è cercato di risparmiare sui piccoli costi immediati […] Avremmo potuto provare a finire trovando il modo per tenere tutti in sicurezza”.

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Superlega Maschile – Photo Credit: Superlega Official Facebook Account

Stop pallavolo: chi riuscirà a ripartire?

La crisi che investirà l’intero paese verrà ovviamente sentita in maniera diversa a seconda delle forze che ogni società ha in serbo; nel mondo sportivo, in particolare nella pallavolo, saranno probabilmente tanti i club che cesseranno di esistere per mancanza di fondi. Il blocco totale ha un solo significato: zero entrate economiche. Ad esprimere questo timore è soprattutto Bernardino Ceccarelli, patron dell’Itas Martignacco e della Libertas FVG, che ha anche dichiarato una possibile unione tra il suo club e quello di Serie A2, la Cda Talmassons; ecco un estratto dell’intervista rilasciata al Messaggero Veneto:

“A Martignacco un po’ di soldi li metto io, la maggior parte arrivano dagli oltre 30 sponsor: con che faccia andrò da loro a chiedere il sostegno tra qualche mese? Le aziende o sono ferme o non fatturano. Mi chiedo: chi sarà in grado di ripartire quando lo si potrà fare?”.

Articolo a cura di Chiara Zambelli

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