Ieri sera, un uomo armato di coltello e granate fumogene ha attaccato indiscriminatamente la folla a Taipei, capitale di Taiwan, uccidendo almeno tre persone e ferendone altre undici. Il sospettato è poi morto cadendo da un grande magazzino; aveva provato a saltare dal sesto piano dell’edificio, tentando di scappare dalla polizia che lo stava inseguendo.
L’aggressore, identificato come un uomo di ventisette anni di nome Chang Wen, ha lanciato granate fumogene vicino a un’uscita sotterranea della stazione della metropolitana di Taipei Main, nei pressi della stazione ferroviaria principale della città, e ha attaccato i passanti con un “oggetto appuntito”, costringendoli alla fuga. Si è poi diretto a nord, in un famoso quartiere dello shopping, dove ha continuato ad attaccare persone a caso al primo e al quarto piano del grande magazzino Eslite Spectrum Nanxi, ferendole principalmente al collo.
Taiwan, chi era l’uomo che ha ucciso tre persone a Taipei
La polizia ha rivelato che il sospettato si sarebbe intrufolato in un percorso sotterraneo per raggiungere un hotel, dove ha recuperato un’ “arma letale”, prima di tornare in strada. Le autorità hanno dichiarato di non aver ancora trovato alcun complice e di stare indagando sui possibili moventi. Gli agenti hanno rinvenuto altre armi sia nella casa in affitto dell’uomo, che nella camera d’albergo dove aveva soggiornato per tre notti, vicino a Zhongshan.
Chang non si era presentato all’addestramento militare di riserva nel novembre 2024 ed era ricercato per violazione della legge sul servizio militare obbligatorio. A quanto pare, non aveva segnalato una modifica alla registrazione del nucleo familiare, con conseguente mancata consegna della sua convocazione per il servizio militare di riserva, come riferito dall’agenzia di stampa, citando un ufficio del procuratore distrettuale.
Federica Checchia





