Cinema

Tarantino, omaggio o plagio?

Quentin Tarantino, oltre a essere uno dei migliori registi del cinema contemporaneo, è un nerd. O forse è un grande regista proprio perché è un nerd. Fatto sta che ci fa sognare con i suoi riferimenti a un cinema del passato, polveroso, che profuma di pellicola. La scorpacciata infinita di film fatta durante il suo lavoro in videoteca lo ha reso uno dei massimi cultori di b-movies, di western e spaghetti western.

Sergio Leone: la perfezione irraggiungibile

Tarantino lo ha detto esplicitamente: è bravo, forse anche bravissimo, ma non raggiungerà mai la perfezione del finale de Il buono, il brutto, il cattivo. Sergio Leone è per lui l’obiettivo inarrivabile, l’orizzonte verso cui tendere.

Tarantino - fonte web
Il triello de “Il buono, il brutto e il cattivo”. Fonte: web

In questa sua ricerca, Tarantino gli ha reso omaggio in praticamente ogni suo film. Talmente tanta è l’influenza che Leone ha avuto su di lui che i riferimenti non si contano: accenni, rifacimenti di intere scene, musiche. Ma oltre al regista romano, è tutto il cinema western (da Peckinpah a Ford al western italiano) a essere omaggiato da Tarantino. Vediamo alcuni esempi!

C’era una volta…a Hollywood

Partiamo dal più semplice. C’era una volta…a Hollywood è un’intera citazione, un omaggio alla settima arte nella sua completezza. Già il titolo è di palese ispirazione leoniana (C’era una volta il West, C’era una volta in America), ma numerosi sono i riferimenti a film western poco conosciuti. Troviamo le colonne sonore di Branco Selvaggio, Vado…l’ammazzo e torno, Have gun. In casa di Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) sono disseminati poster di The Golden Stallion, L’urlo di McKenna, la pubblicità dello show Honey West.

Tarantino - fonte web
Il poster di “Nebraska Jim” di Sergio Corbucci. Fonte: web

Viene inoltre citato esplicitamente l’italiano Sergio Corbucci, maestro dello spaghetti western, quando Dalton deve girare dei film in Italia per risollevare la sua carriera. Non solo, nella sua villa troviamo il poster de Il Mercenario, film di Corbucci con Franco Nero.

Django Unchained e The Hateful Eight

Il Mercenario è presente anche in Django Unchained, in una scena ben precisa che è ripresa passo dopo passo dal film del ’68: la morte di Calvin Candie. Ricordate il fiore bianco che sanguina?

Il regista italiano è presente anche in Le Iene (la scena dell’orecchio tagliato) e soprattutto nel super-citazionistico The Hateful Eight dove il paesaggio innevato, su cui Tarantino indugia più di una volta, ricorda molto da vicino quello de Il grande silenzio.

Tarantino - fonte web
Il paesaggio innevato di “The Hateful Eight”. Fonte: web

Ma parlando di The Hateful Eight torniamo un attimo a Sergio Leone. Lo stesso paesaggio innevato appena citato, ricorda anche la collina desertica de Il buono, il brutto, il cattivo. Nel film di Tarantino, Samuel L. Jackson costringe il figlio del Generale Smithers (Bruce Dern) a camminare nudo, in quello di Leone è il Biondo (Clint Eastwood) a camminare esausto.

Il buono, il brutto, il cattivo

Il buono, il brutto e il cattivo lo troviamo un po’ ovunque, se sappiamo cercare. In Kill Bill: Volume 2, precisamente nel Capitolo 6: massacro ai Due Pini, la Sposa è inquadrata sul volto mentre è in attesa del colpo di grazia di Bill. Non ricorda molto la scena in cui Tuco (Eli Wallach) punta la pistola al Biondo mentre è a terra?

O ancora, la meravigliosa scena finale di Django Unchained (con la colonna sonora di Lo chiamavano Trinità)… Le urla di Samuel L. Jackson, che impreca in lontananza contro il Django di Jamie Foxx ricalcano quelle di Eli Wallach nel finale del film di Sergio Leone. Per non parlare del famoso “stallo alla messicana”, rivisitato in chiave pulp, de Le Iene.

“Django Unchained”

Insomma, non ci serve Pablo Picasso per capire che Tarantino è un grande artista. Accusato più volte di plagio, il suo è a nostro avviso una mescolanza di riferimenti che inglobano il grande cinema del passato a cui il regista di Knoxville rende omaggio come nessun altro.

“Gli artisti bravi copiano. I grandi artisti rubano.” – Pablo Picasso

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