Il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato che il Governo si sta muovendo per attivare delle misure contro l’ultra fast fashion. La decisione arriva dopo l’incontro con le imprese e l’avvio di un tavolo tecnico tra ministero e imprese, denominato “tavolo della moda”. “Nei prossimi giorni presenteremo, a seguito del confronto odierno con le rappresentanze del settore, un provvedimento per fronteggiare il fenomeno dell’ultra fast fashion: un’invasione di prodotti stranieri a basso costo che danneggiano i nostri produttori e mettono a rischio i consumato”, dice il ministro.

Ultra fast fashion addio: arriva la misura del Governo

In una nota il ministro ha spiegato che la misura in arrivo “completerà il percorso avviato con l’approvazione in Commissione al Senato del primo pacchetto di interventi urgenti per certificare la trasparenza e la qualità del lavoro delle filiere, contrastando le pratiche scorrette”. Nel corso dell’incontro, infatti, Urso ha illustrato ai rappresentanti della filiera la nuova misura contro il fast fashion. Questa misura è pensata per contrastare l’invasione di prodotti tessili e calzaturieri stranieri a basso costo. Questo business penalizza i produttori italiani, mettendo a rischio l’intera filiera.

Questa proposta segue una direttiva europea che, attraverso l’Epr (il regime di responsabilità estesa del produttore) tutte le attività che vende questi prodotti a compratori italiani pur producendo fuori dall’Ue. Il ministero, inoltre, spiega che l’ipotesi ha già raccolto il pieno sostegno delle associazioni di categoria. Infine, sarà uno strumento efficace per tutelare i produttori italiani e garantire maggiore trasparenza e responsabilità lungo tutta la filiera.

Sempre il ministro ha inoltre illustrato ai presenti il “pacchetto di misure approvato in Commissione al Senato, che istituisce un sistema volontario di certificazione di conformità delle filiere, volto a garantire legalità e tracciabilità lungo tutta la catena produttiva. Le imprese che adotteranno modelli organizzativi di prevenzione dei reati e risulteranno in regola potranno fregiarsi della dicitura “Filiera della moda certificata”, sotto il controllo del registro pubblico Mimit e dell’Agcm”.

Marianna Soru