Il capo del Pentagono aveva usato in Signal, una chat di gruppo, battezzata Houthi PC small group, per comunicare con altre figure di spicco dell’amministrazione Trump sull’imminente attacco aereo contro gli Houthi lo scorso 15 marzo, includendovi tuttavia il caporedattore della rivista The Atlantic, Jeffrey Goldberg.

Del gruppo della chat Signal facevano parte oltre a Hegseth: il vicepresidente J.D. Vance; il direttore della Cia John Ratcliffe; un utente “MAR” rivelatosi essere il segretario di Stato, Marco Rubio; “TG”, ossia la direttrice dell’intelligence, Tulsi Gabbard; il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Mike Waltz; il segretario al Tesoro, Scott Bessent, indicato come “Scott B”; l’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff; la capa di gabinetto della Casa Bianca, Susie Wiles e il suo vice, Stephen Miller.

Dopo la pubblicazione di un primo articolo che parlava del caso, e sollevava lo scandalo di discutere senza le dovute precauzioni di materie di sicurezza nazionale, l’amministrazione Trump ha replicato che non sono state condivise informazioni classificate.

Cosa c’è nella chat su Signal trapelata negli Usa

Goldberg dichiara di avere ricevuto il primo messaggio due ore prima degli attacchi in Yemen, inviato da Hegseth.

“Confermo che CENTCOM dà il GO alla missione di lancio”, scriveva il numero uno del Pentagono riferendosi al via libera all’offensiva dato dal Comando centrale degli Stati Uniti. Dalla chat emergono anche messaggi del consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Mike Waltz, che confermavano l’avvenuto bombardamento di un sito a Sana’a, la capitale dello Yemen (“Edificio abbattuto, una serie di persone identificate“).

Il segretario alla Difesa Hegseth proseguiva diversi minuti dopo indicando altri attacchi degli F18 e di missili Tomahawk, mentre il vicepresidente J.D. Vance dava riscontro dell’uccisione di un operativo di alto profilo sul terreno, (“l’uomo dei missili, lo abbiamo identificato“). Diversi dei partecipanti alla chat reagiscono ai messaggi con degli emoji che hanno avuto ampia risonanza sui social: pugno, bandiera Usa o fuoco per Waltz, le mani in preghiera per Vance.

Dopo la pubblicazione del servizio di The Atlantic, i democratici hanno chiesto le dimissioni di Hegseth e Waltz per quella che hanno definito una grave violazione dell’intelligence.

“Questo nuovo segnale di chat è scioccante. È chiaro che si tratta di informazioni incredibilmente sensibili e classificate”, ha scritto su X Andy Kim, senatore democratico del New Jersey.