Cinema

“The Butler”, testimone d’eccezione dei mutamenti negli USA

The Butler – Un maggiordomo alla casa bianca è in parte ispirato alla vita di Eugene Allen, il vero maggiordomo che servi la residenza presidenziale per più di trent’anni. Il film di Lee Daniels, tuttavia, è arricchito di un contesto molto complesso, allo scopo di raccontare vari punti salienti della storia afroamericana.

Si tratta di un vero e proprio percorso, a partire dalle piantagioni (ancora presenti in Georgia negli anni Venti) in cui nasce il protagonista Cecil (Forest Whitaker). Prosegue mostrando gli Stati Uniti durante l’era Jim Crow, del razzismo violento e palese. Infine mostra la resistenza del popolo nero, dai Freedom Riders al Black Panther Party, da Martin Luther King ai picchetti per la liberazione di Mandela. Tutto si conclude volutamente nel 2008, con l’elezione di Barack Obama.

Lenny Kravitz, Cuba Gooding Jr e Forest Whitaker in The Butler - Ph. credit: IMDB.com
Lenny Kravitz, Cuba Gooding Jr e Forest Whitaker in The Butler – Ph. credit: IMDB.com

Il crossover di pubblico di “The Butler”

Essendo uscito nel 2013, il film è stato considerato anche un mezzo di propaganda per lo stesso Obama nelle elezioni di metà mandato (tenutesi nel 2014, a metà del secondo). Dal punto di vista prettamente cinematografico, tuttavia, The Butler rappresenta un chiaro esempio di prodotto crossover, ideato cioè per indirizzarsi a due tipologie di pubblico differenti.

In primo luogo la prospettiva del regista, afroamericano, permette di indirizzarsi a un pubblico nero attraverso personaggi black credibili nel linguaggio e nelle motivazioni. Pur se semplificati all’interno di una narrazione ellittica, ognuno di essi rappresenta una parte riconoscibile della più complessa identità nera. In secondo luogo, la diretta di interazione con i Presidenti e i riferimenti alla storia nazionale permettono di coinvolgere tutto il pubblico statunitense, nei suoi tratti più generalisti.

Robin Williams nel ruolo del Presidente Eisenhower in The Butler - Ph. credit: IMDB.com
Robin Williams nel ruolo del Presidente Eisenhower in The Butler – Ph. credit: IMDB.com

Un protagonista anomalo a Hollywood

Uno degli aspetti più interessanti del film è la creazione delle dinamiche di opposizione tra Cecil e il figlio Louis (David Oyelowo). Cecil è infatti un protagonista anomalo in un film hollywoodiano. È assuefatto allo status quo, incapace di ribellarsi e quindi lontano dal modello dell’eroe. È una figura apparentemente passiva, posta al centro della narrazione, nel ruolo che si solito richiede maggiore coinvolgimento.

Si comprende che questo atteggiamento deriva da una paura ancestrale, trasformatasi in mitezza. Non si può fare a meno, tuttavia, di schierarsi con la figura più forte e reattiva del figlio ribelle, l’attivista, militante e poi politico. Louis assume su di sé la componente di azione che manca al padre, il quale rischia a suo volta di rimanere spettatore della sua stessa vita.

David Oyelowo in The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca - Ph. credit: IMDB.com
David Oyelowo in The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca – Ph. credit: IMDB.com

Il pubblico afroamericano non ha problemi a identificarsi con entrambi i personaggi. Entrambi sono infatti portatori di una verità nell’esperienza black. È lo spettatore generalista, abituato al viaggio dell’eroe, ad aver bisogno di un punto di svolta nella sceneggiatura. E questo puntualmente arriva, ma non senza sembrare posticcio e forzato, dettato dalle abitudini della visione.

Articolo di Valeria Verbaro

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