L’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale delle donne. Quale modo migliore di celebrare questa festa, dedicandola alla lettura di un thriller pieno di suspense, che si legge con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Si tratta di “The it Girl- Una ragazza speciale”, la recensione dell’ultimo romanzo di Ruth Ware.

The it Girl-Una ragazza speciale, la recensione

“The it girl”  recensione di Ruth Ware photo credits google books
“The it girl” di Ruth Ware photo credits google books

April Clarke-Cliveden è la prima persona che Hannah Jones conosce a Oxford. Ma non solo. È l’unica che le lascia un segno indelebile grazie al suo carattere vivace e volubile. April è una ragazza che lascia dietro di se un’orbita magnetica ovunque passi. Ed è proprio grazie a questa sia personalità che le due ragazze intrecciano una serie di altre solide amicizie insieme a Will, Hugh, Ryan ed Emily, diventando inseparabili. Ma alla fine dell’anno succede qualcosa che cambierà per sempre le loro vite. April muore, e l’omicidio viene attribuito a John Neville, custode di Harvard.
Dopo dieci anni Hannah e Will aspettano il loro primo figlio, e il passato sembra essere diventato un ricordo lontano. L’assassino di April è morto in prigione, mentre tutto sembra essere tornato alla normalità.
Ma un giovane giornalista si presenta alla porta di Hannah, rievocando un passato doloroso e ormai quasi dimenticato. Il giornalista è in possesso di nuove prove che potrebbero riaprire nuovamente il caso. Hanna sembra essere ripiombata in un incubo che voleva per sempre dimenticare. Si rimette quindi sulle tracce dei vecchi amici per trovare una verità che va oltre ogni possibile immaginazione.
Ruth Ware, alias per Ruth Warburton, è un’autrice inglese di thriller polizieschi. I suoi romanzi non si smentiscono mai nel lasciare il lettore in sospeso fino all’ultima pagina. Tra i suoi romanzi più riusciti si devono menzionare “L’eredità di Mrs Westaway”,La donna della cabina numero 10”, e “L’invito”. Vi sono poi i più recenti thriller intrisi di suspense come “Il giro di chiave” e “Il gioco bugiardo”.

Sonia Faseli

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