The Mask, film del 1994, è sicuramente una delle pellicole più iconiche della prima parte della carriera di Jim Carrey. L’attore canadese ancora prediligeva recitare in commedie leggere sfruttando la sua mimica facciale unica, all’interno di storie semplici per famiglie. Un’interpretazione iconica, diventata uno dei maggiori successi al botteghino di Carrey.
The Mask: Jim Carrey si trasforma in un fumetto vivente
Liberamente ispirato da un fumetto americano fine anni 80, The Mask è la storia Stanley Ipkiss, un goffo uomo comune che per caso trova sulle sponde della riva di un fiume una maschera in legno. La prende e la porta a casa, dove la indossa. Diventa quindi The Mask, un eclettico e fumettistico personaggio folle verde, in grado di plasmare la realtà attorno a se tramite gag comiche.
Comincerà, con questa nuova identità, a frequentare un locale chiamato Coco Bongo Club, dove incontrerà Tina Carlyle, interpretata da Cameron Diaz, e il suo fidanzato criminale Dorian Tyrell.
Un personaggio, quello di The mask, di cui non ci si può non affezionare. Pur non potendo definirsi propriamente un buono, in quanto instabile mentalmente, Jim Carrey, tramite il folle e verde alterego, ci fa vedere la parte sommersa di Stanley Ipkiss. Si trasforma da timido uomo comune in mattatore imprevedibile, ricordando per lunghi tratti i personaggi dei Looney Tunes, come Bugs Bunny o Duffy Duck.
I risultati al botteghino diedero retta a Chuck Russell, regista e produttore del film, che con una regia rapida e ispirata ai cartoon portò la commedia nella direzione voluta.
Menzione speciale alla sopracitata Cameron Diaz, al suo esordio sul grande schermo, che con la sua interpretazione e la sua bellezza mozzafiato, venne lanciata verso l’olimpo del cinema di Hollywood.
Una commedia “spumeggiante” e leggera, che vale la pena essere vista per passare 101 minuti spensierati in famiglia.
Andrea Pastore
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