Nel variegato universo dei supereroi, un elemento contraddistingue da sempre Batman e lo differenzia dai “colleghi” Marvel e della stessa DC: i suoi nemici. Personalità diverse, tenebrose e affascinanti, hanno reso questi personaggi estremamente intriganti, superando a volte lo stesso uomo pipistrello in termini di caratterizzazione. Joker, più volte interpretato sul grande schermo, è di certo il più noto e iconico, ma Gotham City è popolata da un sottobosco criminale che va ben oltre il sadico dall’inquietante sorriso. Two-Face, Poison Ivy, Bane, The Riddler, Harley Quinn; e poi, naturalmente, The Penguin. Alter ego di Oswald “Oz” Cobblepot, Il Pinguino è un abile ladro che, un colpo dopo l’altro, si è fatto strada nei ranghi della malavita locale, finendo per scontrarsi più volte con il vigilante mascherato e con la sua spalla, Robin.
Proprio allo spietato malfattore e al suo ombrello truccato è dedicata The Penguin, targata HBO, ideata da Lauren DeFranc e prodotta dai DC Studios, in associazione con la Warner Bros, in arrivo il 20 settembre. La miniserie si propone come uno spin-off di The Batman, diretto da Matt Reeves. Il film, ennesimo reboot del franchise, aveva visto Robert Pattinson nel ruolo di Bruce Wayne, insieme a Zoë Kravitz, magnetica Catwoman. Nella pellicola era presente anche John Turturro, chiamato a prestare il volto al boss mafioso Carmine Falcone, affiancato proprio dal luogotenente Cobblepot (all’epoca non ancora supercattivo in ascesa), e ucciso al termine della pellicola.
The Penguin: cosa sappiamo sulla trama e sul cast

Nello show, si riparte proprio dalla morte del capo clan e dal vuoto di potere da lui lasciato. Dalle immagini del trailer, dapprima anticipato dal solito teaser, e distribuito integralmente pochi giorni fa, si evince che The Penguin riprenderà le fila della trama quasi dove ci eravamo lasciati. Gotham City è scossa dalle lotte interne e dagli eventi del lungometraggio, e l’ex tenente, sfigurato in volto e scevro da ogni rimorso, si prepara a prendere le redini della mala, circondato da pochi amici e, soprattutto, molti nemici.
Nelle vesti di Oswald ritroviamo Colin Farrell, che lo aveva già interpretato in The Batman, reso irriconoscibile da un trucco curato nel dettaglio. Al suo fianco, Rhenzy Feliz (The Tender Bar, Encanto) è Victor Aguilar, adolescente problematico che fa amicizia con Il Pinguino e ne diventa l’autista personale. A complicare l’andamento degli scontri intestini, è il ritorno di Sofia Falcone, la figlia del defunto Carmine, che ha le fattezze di Cristin Milioti, indimenticabile “Madre” di How I Met Your Mother. La discendente del boss è uscita dal carcere più instabile che mai, ma sembra determinata a riprendere il controllo della famiglia in difficoltà, dando del filo da torcere al vecchio braccio destro di suo padre. Il destino della ragazza, inoltre, è indissolubilmente legato a quello di Hangman (L’Impiccato), altro celebre antagonista del giustiziere mascherato.
Un crime drama tra eroi umani e cattivi disumani
A dirla tutta, almeno stando alla clip che anticipa il prodotto, il Cavaliere Oscuro sembra essere una figura marginale nella serie, che appare più incentrata sulla guerra tra gang, che sull’eterno conflitto fra bene e male. The Penguin fa parte del microcosmo dell’Ala d’acciaio, ma appare, in qualche modo, da esso disconnesso. Gli elementi a disposizione non sono sufficienti per trarre delle conclusioni, ma l’adattamento televisivo delle gesta del malvivente ricorda più un gangster movie, che un dualismo fra paladini della giustizia e avanzi di galera.
Batman, d’altronde, è sempre stato il meno “super” della sua categoria: nessun ragno radioattivo, nessun pianeta lontano, nessun superpotere; “solo” un uomo con un forte desiderio di vendetta e riscatto, unito alle enormi possibilità economiche, che gli forniscono i gadget necessari per combattere. Di conseguenza, anche le sue nemesi non possono fare affidamento su altro che su loro stesse. Non ci sono mostri o esseri sovrannaturali a Gotham City; abbiamo scienziati vittime delle loro stesse invenzioni, squilibrati e fedifraghi di ogni sorta, ma tutti imprescindibilmente umani. Fulcro di The Penguin sono il traffico di droga, omicidi, furti e rapine; crimini comuni di una realtà violenta ed esasperata, ma verosimile.
The Penguin e la “banalità del male”
Un approccio simile era stato usato anche nella serie Gotham, prequel sviluppatosi intorno alla metamorfosi dell’orfano Bruce da ragazzetto spaurito e addolorato a vendicatore inarrestabile. Anche in quel caso, a farla da padrone era la delinquenza quotidiana. A perpetuarla, villains senza scrupoli, ma complessi e psicologicamente intricati. Non esistono confini netti che separano eroi e antieroi; ogni pedina, Batman incluso, ha in sé luci e ombre, e a volte fare una distinzione risulta difficile.
The Penguin rimanda a Il Padrino, a C’era una Volta in America, a Gli Intoccabili, più che al sovrannaturale. Capimafia, assassini, spacciatori; cattivi figli della loro stessa tracotanza e di scelte di vita sbagliate, su cui domina Oswald, guidato dalla brama di assaggiare una fetta di quella torta velenosa ma irresistibile, ovvero il dominio sulla città. Sentirsi padrone delle esistenze altrui, accumulare ricchezze e rispetto, incutere timore e diventare invincibili: in poche parole, diventare il sovrano assoluto. Un gioco pericoloso e un’arma a doppio taglio; come in una qualsiasi partita di scacchi, il re deve saper proteggersi, o ci saranno sempre una regina, Sofia Falcone o chi per lei, oppure un alfiere coraggioso, magari dotato di mantello, pronti a fargli scacco matto.
Federica Checchia
Seguici su Google News





