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Tina Anselmi, la prima donna italiana ministro

Il 29 luglio del 1976, il Presidente del consiglio Andreotti, nomina Tina Anselmi ministra del Lavoro e della Previdenza Sociale. Un giorno importantissimo per la storia italiana, per la prima volta una donna veniva investita del ruolo di Ministro. Fino a quel momento, solo gli uomini potevano essere scelti per una carica politica così importante. Un grande passo per l’epoca, ma al giorno d’oggi, la strada verso un Italia più rappresentativa al governo è ancora lunga. A oggi su 23 ministri, solo otto sono donne.

Anselmi, la storia della prima ministro donna

Tina Anselmi nacque il 25 marzo del 1927 a Castelfranco Veneto. Era la prima dei quattro figli di Ferruccio Anselmi e di Norma Ongarato. La sua infanzia non fu facile, le disponibilità economiche della famiglia iniziarono a peggiorare con l’inizio della Seconda guerra mondiale. Dovette trasferirsi più volte, prima in Piemonte, poi riuscì a tornare nel Veneto, ma la situazione non migliorò. Nel 1944, durante l’occupazione nazista in Italia, fu costretta a assistere a un’impiccagione di prigionieri italiani e questo la convinse ad entrare nella Resistenza.

Nello stesso anno nacque anche il suo impegno politico iscrivendosi nel partito della Democrazia Cristiana, e nei giorni della liberazione partecipò alle trattative per far sì che non ci fossero vittime o ritorsioni.

Tutto questo è stupefacente per una giovane ragazza di soli diciassette anni. Finita la guerra, nel 1948, riuscì a laurearsi in lettere all’università di Milano e divenne insegnante elementare.

La vita politica prima di diventare la prima ministro

Nel secondo dopoguerra il suo impegno politico divenne più forte. Contribuì alla fondazione della CISL nel 1950. Fu dirigente del sindacato dei tessili dal 1945 al 1948 e del sindacato degli insegnanti elementari dal ’48 al ’55.

Dal ’58 al ’64 fu l’incaricata nazionale dei giovani nella Democrazia cristiana. Nel 1963 venne eletta componente del comitato direttivo dell’Unione Europea femminile, e nello stesso anno ne divenne vicepresidente. 

Fu deputata dal ’68 al ’92 nella circoscrizione Venezia-Treviso. Nel corso del suo lungo mandato parlamentare propose una legge molto importante, quella sulle pari opportunità, permettendo all’Italia di fare un primo passo avanti per combattere le discriminazioni.

Per tre volte fu sottosegretaria al ministero del lavoro e della provvidenza sociale e dal 29 luglio 1976 fu lei Ministro del lavoro e previdenza sociale, nel governo Andreotti III

Federica Tocco

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