Ieri sera, dopo lunghe negoziazioni svoltesi a Doha, in Qatar, l’accordo tra Israele e Hamas sembrava essere stato finalmente raggiunto. A poche ore dall’annuncio del cessate il fuoco nella striscia di Gaza, tuttavia, l’approvazione della proposta, data ormai per scontata, non appare più così sicura. Questa mattina, infatti, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato di una «crisi dell’ultimo minuto»; Hamas avrebbe avanzato delle richieste aggiuntive non previste nella versione approvata mercoledì. Il governo ha dunque rimandato la riunione già pianificata per la convalida dell’intesa.

Non è chiaro quali siano queste presunte richieste e da dove vengano. I negoziatori di Doha hanno confermato la volontà di porre fine alle ostilità, e hanno negato di aver proposto nuove condizioni. Ieri sera, dopo la notizia del raggiungimento di un punto d’incontro, la popolazione palestinese ha festeggiato nelle strade, anticipando la conclusione combattimenti e dei bombardamenti israeliani, che hanno provocato più di quarantaseimila morti, quasi tutti civili.

Israele rimanda l’accordo sul cessate il fuoco e continua a bombardare Gaza

Israele cessate il fuoco
La popolazione civile ha festeggiato l’accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Hamas

Poche ore fa, invece, è arrivata la doccia gelata. L’ufficio di Netanyahu ha diffuso una nota ufficiale in cui si legge: «Hamas ha rinnegato parti dell’accordo raggiunto con i mediatori e Israele nel tentativo di estorcere concessioni dell’ultimo minuto. l gabinetto israeliano non si riunirà finché i mediatori non comunicheranno a Israele che Hamas ha accettato tutti gli elementi dell’accordo». La replica di Hamas, tramite Izzat al-Rashak, è stata: «Impegnati a rispettare l’accordo».

Il cessate il fuoco dovrebbe avere inizio domenica, e Hamas dovrà iniziare a rilasciare trentatré ostaggi vivi. Nel frattempo, però, dopo quasi cinquecento giorni di guerra e almeno 46.700 morti nella Striscia, stamattina Israele ha attaccato nuovamente. Per la Protezione Civile di Gaza i nuovi bombardamenti avrebbero ucciso più di settanta palestinesi. Un atto assolutamente non distensivo, che rischia di far vacillare ancora di più il fragile equilibrio raggiunto, e che mette in dubbio l’effettiva volontà, da parte del governo israeliano, di mettere un punto al conflitto.

Federica Checchia

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