L’annuncio del presidente americano Donald Trump, ‘dopo una lunga notte di colloqui’, è stato confermato dai governi di Islamabad e New Delhi. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha riferito che i due governi ora avvieranno colloqui “su un’ampia serie di questioni in luogo neutrale”. Ma l’intesa appare comunque appesa a un filo. Alcune ore dopo sono state segnalate esplosioni nel Kashmir indiano e il governo di Delhi ha accusato Islamabad di aver violato ripetutamente l’intesa. Il quotidiano Times of India ha riferito che la “situazione tra l’India e il Pakistan sembra normale a Srinagar, Akhnoor, Rajouri e Poonch, oltre che nella città di Jammu un giorno dopo intensi bombardamenti dal Pakistan”. Secondo la stessa fonte, nella notte tra il 10 e l’11 maggio non sono stati segnalati droni, spari e bombardamenti.
Gli esperti di gestione delle acque in Pakistan chiedono agli Stati Uniti di fare pressione sull’India affinché revochi la sospensione del patto che regola la divisione dell’acqua dal fiume Indo. L’India e il Pakistan, che ospitano una popolazione complessiva stimata di oltre 1,6 miliardi di persone, dipendono fortemente dai fiumi che scorrono dall’Himalaya per il loro fabbisogno idrico.
La situazione del fiume Indo tra India e Pakistan
Negli ultimi anni l’India ha richiesto modifiche al trattato rivendicando il diritto di costruire impianti idroelettrici sui fiumi occidentali. Mire che il Pakistan ha ostacolato, accusando il Paese confinante di violare i termini dell’accordo.
In seguito al recente attentato terroristico avvenuto il 22 aprile 2025 a Pahalgam, nella regione indiana del Kashmir, l’India ha preso la decisione storica di sospendere temporaneamente il trattato, accusando il Pakistan di complicità con il gruppo terroristico del Fronte della Resistenza, responsabile dell’attacco. Il Pakistan, negando ogni responsabilità nell’accaduto, ha definito la decisione dell’India una “forma di terrorismo dell’acqua” e una “violazione del diritto internazionale.
La vicenda mostra come, in un mondo caratterizzato da risorse idriche sempre più esigue, la gestione (condivisa e responsabile o, in altri casi, semplicemente “strategica”) dell’acqua sia diventata uno strumento per la stabilità politica oltre che di giustizia sociale. Quello che accade al confine tra India e Pakistan si verifica anche in altre parti del mondo. L’utilizzo dell’acqua come bene strategico di controllo è per esempio centrale in Medio Oriente.





