Dopo il bombardamento ordinato pochi giorni fa da Donald Trump, Israele e Iran hanno raggiunto un fragile accordo. Il governo di Benjamin Netanyahu e il suo popolo, tuttavia, non sembrano essere in grado di stare con le mani in mano per più ventiquattr’ore, come dimostrano le ultime notizie. Diverse decine di coloni israeliani hanno infatti attaccato Kafr Malek, cittadina a nord est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
Durante il raid hanno dato fuoco alle abitazioni e alle automobili dei residenti, che sono stati successivamente colpiti da pietre. Dopo l’agguato, sul posto è arrivato anche l’esercito, che ha ucciso tre cittadini palestinesi e ne ha feriti molti altri. La Mezzaluna Rossa riporta di aver soccorso sette civili che riportavano ferite da arma da fuoco, e alcuni di essi si trovano in gravi condizioni. Nel frattempo, cinque coloni sono finiti in manette.
La Cisgiordania è occupata illegalmente da Israele

Secondo la comunità internazionale, la Cisgiordania appartiene alla Palestina; eppure, da decenni, Israele continua a occuparla illegalmente. Il governo copre e protegge le colonie che si sono insediate sul territorio e che, periodicamente, aggrediscono i suoi abitanti, circa tre milioni di persone.
Il governo israeliano, naturalmente, protegge i coloni e li difende, anche in caso di omicidio. Soltanto negli ultimi giorni, due minorenni hanno perso la vita per mano loro. Lunedì è stato ucciso Ammar Hamayel, di appena tredici anni; ieri, la stessa sorte è toccata a Rayan Tamer Houshieh, quindici anni, nella città di al-Yamoun, a ovest di Jenin.
Federica Checchia
Seguici su Google News





