Sembra che, dopo l’operazione militare a Caracas e la cattura di Nicolás Maduro, i (pochi) freni inibitori di Donald Trump siano definitivamente andati perduti. Nelle ultime ore, il tycoon ha infatti rivolto parole piuttosto dure nei confronti del Venezuela, promettendo ripercussioni sulla presidente ad interim Delcy Rodríguez, in caso di mancata collaborazione da parte sua, ma anche di diversi Paesi, come la Danimarca, Cuba e la Colombia.
Anche la Colombia è nel mirino di Donald Trump
Il presidente ha ribadito la sua intenzione di annettere la Groenlandia -territorio danese- agli Stati Uniti per «questioni di sicurezza nazionale». Si è poi scagliato contro il governo cubano, reo di aver tentato fino all’ultimo di proteggere il dittatore venezuelano. Se l’è presa, infine, con Gustavo Petro. I due presidenti sono ai ferri corti da tempo, nonostante, per decenni, i Paesi siano stati grandi alleati nella lotta al narcotraffico.
Trump ha definito l’avversario politico «un pazzo a cui piace produrre cocaina e venderla negli Stati Uniti», e ha lasciato intendere di voler agire contro di lui. Lo scorso ottobre, il governo degli Stati Uniti aveva sanzionato Petro e alcuni suoi familiari, accusandolo di essere coinvolto nel traffico di cocaina, di cui la Colombia è la maggiore produttrice al mondo. Dal canto suo, il presidente colombiano si è esposto in prima linea per condannare l’attacco in Venezuela. Una presa di posizione che, a quanto pare, ha scatenato l’ira trumpiana.
Federica Checchia





