Trump e l’ingerenza ingombrante in Ucraina: vuole che gli accordi USA abbiano la priorità sugli obblighi tra Kiev e UE. L’amministrazione Trump sta negoziando con Kiev un accordo. L’accordo tuttavia pone come condizione imprescindibile. Essa è la priorità degli impegni con gli Stati Uniti rispetto a qualsiasi obbligo dell’Ucraina. Quindi, anche nei confronti dell’Unione Europea, del Regno Unito o di altri alleati. Secondo una bozza visionata da Euronews, Washington intende vincolare gli aiuti alla garanzia che gli interessi americani in materia di terre rare e risorse minerarie ucraine abbiano precedenza assoluta.
Trump e le terre rare ucraine: aiuti USA in cambio di risorse
L’accordo prevede la creazione di un “Fondo di investimento per la ricostruzione”. Il fondo è volto a sostenere la difesa e il recupero economico dell’Ucraina fino a riportare il paese ai livelli del 2021, prima dell’invasione russa. Tuttavia, la bozza evidenzia che ci sarà una contropartita agli aiuti passati e futuri degli Stati Uniti. L’Ucraina dovrà cedere fino alla metà delle sue risorse minerarie. Parliamo di una quota che potrebbe aumentare ai due terzi per i territori attualmente occupati dalla Russia in caso di liberazione.
Trump, Ucraina e Ue: vincoli economici anche in caso di adesione europea
Uno degli elementi più controversi dell’accordo è la sua implicita interferenza con il futuro europeo dell’Ucraina. Il testo prevede che nessun impegno di Kiev con terzi, inclusa l’UE, possa compromettere i contributi ucraini al fondo di ricostruzione. Ciò significa che, anche in caso di adesione all’Unione Europea, l’Ucraina sarà comunque vincolata agli obblighi imposti dagli Stati Uniti, limitando la sua autonomia nelle politiche economiche e di sviluppo.
Trump, Ucraina e Ue: chi decide il futuro di Kiev?
Mentre l’amministrazione Trump cerca di blindare il proprio primato sugli accordi con Kiev, l’Unione Europea continua a sostenere l’integrazione ucraina. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha ribadito che l’adesione all’UE rappresenta la principale garanzia di sicurezza per il futuro del Paese. Ursula von der Leyen ha prospettato un ingresso ucraino nell’Unione entro il 2030, mentre Volodymyr Zelensky ha sottolineato l’importanza di un’unità strategica tra Europa e Stati Uniti per la difesa dell’Ucraina.
L’accordo in discussione mostra la volontà statunitense di esercitare un controllo prioritario sugli asset strategici dell’Ucraina, relegando in secondo piano eventuali intese con Bruxelles. La bozza solleva dubbi sulla reale sovranità di Kiev nel negoziare la propria ricostruzione e la sua adesione all’UE, ponendo interrogativi sulle reali conseguenze di una dipendenza così stringente dagli aiuti americani.
Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine





