Dallo scoppio della guerra in Ucraina alcune aziende, per contrastare i droni modello Shahed lanciati dalla Russia, hanno iniziato a sviluppare dei droni intercettatori a basso costo. Ad oggi, con i conflitti in Medio Oriente la Difesa statunitense e almeno un paese del Golfo starebbero negoziando con l’Ucraina per acquistare questi sistemi di difesa.

Perché conviene impiegare i droni prodotti dall’Ucraina?

I droni intercettatori a basso costo sviluppati dall’Ucraina nascono con l’obiettivo di inseguire gli Shahed, esplodendo poi quando sono sufficientemente vicini al bersaglio. Le aziende sono riuscite ad accelerare non solo la ricerca, ma anche la produzione di armi grazie alle norme approvate dal governo ucraino. Tuttavia, i droni nati come strumento di difesa ora sembrano attirare l’attenzione di alcuni soggetti coinvolti nella guerra in Medio Oriente. Uno strumento considerato utile, anche se contro i droni nessun sistema di difesa sembra aver raggiunto il successo del 100%.

La scelta di voler impiegare i droni ucraini è da ricondurre a due fattori: l’aspetto economico e l’esaurimento delle scorte. Il presidente Zelensky ha evidenziato come i Paesi del Golfo, in soli tre giorni, abbiano impiegato circa 800 missili Patriot: una cifra che supera di gran lunga quanto utilizzato dall’Ucraina in anni di conflitto. Anche se i sistemi statunitensi mostrano una riuscita del 90%, una batteria di missili Patriot si aggira intorno al miliardo di euro. Non solo lo sbilanciamento tra attacco-difesa è sproporzionato per i paesi affacciati sul Golfo, ma vi è il rischio che le scorte possano esaurirsi rapidamente.

Una scelta che potrebbe convenire anche all’Ucraina

L’attuale capacità di produzione di droni dell’Ucraina è attualmente più elevata rispetto all’effettiva produzione. Questo contrasto è da ricondurre alla capacità di spesa che il paese attualmente non può sostenere. Tuttavia, qualora venissero stanziati dei soldi l’Ucraina potrebbe immediatamente cominciare con la produzione. Inoltre, sopravvivendo attraverso gli aiuti finanziari, l’esportazione di tecnologia militare potrebbe ridurre seppur in parte questa dipendenza.

Il presidente ucraino ha già affermato di essere in contatto con Emirati Arabi Uniti e Qatar per discutere della tecnologia anti-droni. È stato accennato anche alla possibilità di fornire sistemi di intercettazione ucraini per i paesi del Golfo e per gli Stati Uniti, in cambio di missili Patriot. Un cambio di prospettiva che posiziona il governo ucraino da paese che chiede aiuto a paese che fornisce soluzioni.

Stefania Cirillo