Il braccio di ferro tra Donald Trump e Harvard prosegue ormai da mesi e, stando alle ultime notizie, la prestigiosa università sembra essere tornata in vantaggio. Ieri, un tribunale federale di Boston ha momentaneamente sospeso un’ordinanza con cui il presidente aveva vietato l’iscrizione di studenti stranieri. Già a fine maggio, lo stesso tribunale aveva sospeso un’ordinanza simile, dopo una denuncia presentata dall’ateneo. L’amministrazione Trump aveva risposto presentando una seconda ordinanza, quella sospesa poche ore fa.
I giudici hanno motivato la decisione in maniera più articolata rispetto al passato, impedendo al governo di «attuare qualsiasi sospensione, ritiro, revoca, cessazione o altra alterazione» delle regole di Harvard, senza seguire le procedure contenute nel Codice dei regolamenti federali.
Harvard contro Trump, la storia infinita

La Harvard University conta circa settemila studenti stranieri. Negli ultimi mesi, Trump l’ha presa di mira, accusandola -insieme ad altri campus- di non aver contrastato in modo efficace gli episodi di antisemitismo che si sarebbero verificati durante le proteste contro la guerra nella Striscia di Gaza. Tra le ultime misure prese dal tycoon per imporre le proprie regole, c’era stato l’annuncio della sospensione di tutte le sovvenzioni federali all’ateneo. Harvard, a sua volta, aveva denunciato l’amministrazione Trump, accusandola di comportamenti incostituzionali.
Interrogato sulla sentenza del tribunale di Boston, il giurista David A. Super, si è detto convinto che i giudici si siano espresso in modo da evitare che Donald Trump trovi un espediente per svantaggiare gli studenti stranieri desiderosi di frequentare l’università negli Stati Uniti.
Federica Checchia
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