Quelle che sembravano inizialmente solo delle congetture, si sono rivelate esatte. Le elezioni in Extremadura, una regione storicamente di sinistra, ha visto la sconfitta del Partito Socialista (PSOE) di Pedro Sánchez. Il PSOE, che aveva raggiunto in un primo momento il 40%, è calato al di sotto del 26%, perdendo 10 seggi.
Gli scandali giudiziari e politici hanno gravato sui voti
È stato il Partito Popolare (PP) di centrodestra, guidato da María Guardiola, ad aggiudicarsi la vittoria. Il primo posto è stato raggiunto con il 43% dei voti e 29 seggi. La maggioranza assoluta di 33 seggi, infatti, non è stata raggiunta a causa di un calo dell’affluenza alle votazioni. Nonostante la vittoria, il PP dovrà avviare nuovi accordi con l’estrema destra di Vox. In termini di crescita, è stato proprio il partito di estrema destra a raddoppiare i propri seggi, passando da 5 a 11. PP e Vox, insieme, raccolgono il 60% dei consensi. María Guardiola, rispondendo poi alle domande dei giornalisti, si è rivolta direttamente a Vox e al suo leader Santiago Abascal, dichiarando: “Quello che devono fare è facilitare il cambiamento, non ostacolarlo. Non ho linee rosse; le mie linee sono verde, nero e bianco”.
Gli scandali che hanno coinvolto diverse figure chiave del Partito Socialista hanno gravato sul risultato finale. Tra José Luis Ábalos attualmente in carcere, Álvaro García Ortiz accusato di aver rivelato segreti d’ufficio, Francisco Salazar accusato di molestie sessuali e Miguel Ángel Gallardo indagato per traffico di influenze, il PSOE non stava godendo di un’ottima reputazione. Pedro Sánchez, inizialmente dichiaratosi poco preoccupato dall’esito dei voti, potrebbe aver cambiato idea. Il centrosinistra teme, dopo la sconfitta in Extremadura, che il governo nazionale possa subire delle ripercussioni. A breve si terranno le elezioni regionali anche in Aragona, Castilla y León e Andalusia, dove i sondaggi si mostrano ancora più sfavorevoli per i Socialisti.
Stefania Cirillo





