Questa sera alle ore 22 sul cemento dell’Arthur Ashe Stadium Osaka e Azarenka si contendono lo scettro di New York nella finale dello Us Open. E’ la finale più giusta quella tra Osaka e Azarenka che in questa edizione dello Us Open hanno dimostrato di essere le giocatrici più in condizione del circuito femminile. Per altro le due rivali odierne si sarebbero dovute affrontare già due settimane fa, sempre a Flashing Meadows, ma per la finale del Westerm&Southern Open di Cincinnati. In quell’occaisone, però, la giapponese fu costretta a disertare l’impegno per via di un infortunio che aprì la strada al ritorno al successo di Azarenka in un torneo Wta

E’ significativo che la finale dello Us Open sia tra due giocatrici che si sono imposte come personalità anche fuori dal campo. Azarenka si è sentita particolarmente coinvolta dalla contestatissima rielezione di Lukashenko. La bielorussa ha preso decisamente posizione, utilizzando i social per far sentire la propria indignazione. Ancora più netta l’azione di Naomi Osaka che in primavera ha partecipato alle dimostrazioni di piazza contro l’omicidio di George Floyd. Inoltre a Cincinnati la giapponese ha rilanciato la protesta scoppiata nel basket americano in seguito al pestaggio di Jacob Blake da parte della polizia. La decisione di non giocare le semifinali fu, in quell’occasione, spalleggiata dai colleghi. Questo comportò la sospensione dell’intero torneo per un giorno.

Us Open, il percorso di Azarenka verso la finale

Vika Azarenza stasera nela finale dello Us Open contro Naomi Osaka, credits Frank Franklin
Vika Azarenza stasera nela finale dello Us Open contro Naomi Osaka, credits Frank Franklin

Torniamo al tennis giocato. Quello di Cincinnati è stato, in effetti, un vero e proprio preludio a quanto si è visto agli Us Open in queste due settimane. La tennista bielorussa ha confermato che quando è sgombera da pensieri extra tennistici ed è lasciata in pace dagli infortuni è tuttora una delle giocatrici più forti del mondo. Per di più con una posizione ranking che non le garantiva protezione da confronti contro le migliori del tabellone. Fin dai primi turni, Azarenka ha dovuto dare prova del suo talento. Al secondo turno ha subito incontrato la testa di serie numero 5 e sua connazionale, Arina Sabalenka, e l’ha annientata con un secco 6-1, 6-3 che non ammette repliche

Dopo un terzo turno sulla carta agevole contro Iga Swiatek, agli ottavi di finale Azarenka ha superato un avversario scomodo come la ceca Karolina Muchova giustiziera di Venus Williams. Il capolavoro dell’ex numero uno del mondo, però, è stato probabilmente il quarto di finale. Al cospetto di una delle giocatrici più in forma del dopocovid, la belga Elise Mertens, ha tirato fuori il meglio del suo repertorio e ha annichilito l’avversaria lasciandogli appena un game. Il resto è staoria recente. La semifinale contro Serena Williams, un classico del tennis moderno, che la bielorussa ha saputo indirizzare dalla sua parte dopo aver perso malamente il primo set. L’unico parziale perso da Azarenka in questo torneo. Una sorta di vendetta per Vika che qui a New York ha perso due finali consecutive, 2012-2013, proprio per mano della minore delle Williams

Us Open, il percorso di Osaka verso la finale

Naomi Osaka stasera nella finale dello Us Open contro Vika Azarenka, credits Icon Sportswire
Naomi Osaka stasera nella finale dello Us Open contro Vika Azarenka, credits Icon Sportswire

Ne ha persi tre invece, di set, l’altra finalista Naomi Osaka. Partita con l’accredito della quarta testa di serie, la tennista giapponese ha avuto qualche piccola difficoltà di adattamento al torneo e nel primo turno si è fatta sorprendere dalla connazionale Misaki Doi nel secondo parziale. Osaka ha poi maramaldeggiato contro la nostra Camila Giorgi a cui ha concesso appena tre giochi e nel terzo turno ha subito l’onta di un nuovo set perso contro Marta Kostyuk. L’ucraina è riuscita a vincere il tie break del secondo set interrompendo la sequenza di 6-2 con cui Osaka ha portato a casa il match

Dagli ottavi di finale sono cominciate ad arrivare avversarie pericolose e con l’aumentare delle difficoltà è aumentato acnhe il livello del tennis della nipponica. Presumibilmente anche i postumi del problema di Cincinnati hanno iniziato ad abbandonare il fisico dell’atleta e lo spauracchio Anett Kontaveit è stato agevolemnte superato. Stessa sorte è toccata a Shelby Rogers nei quarti di finale. Poi la semifinale di giovedì contro la sorprendente Jennifer Brady, più complicata del previsto, ma vinta in tre set con grande autorità. A differenza dell’avversaria Naomi quì ci ha già vinto. Era il 2018 e ancora una volta l’avversario da superare in finale era serena Willliams. Osaka ci riuscì con un netto 6-2, 6-4. L’appuntamento è, dunque, per la serata italiana di oggi per scoprire la nuova regina di Flashing Meadows

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