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CoffeeNSupes: “V per Vendetta”, ricorda per sempre il 5 novembre

Benvenute e benvenuti su CoffeeNSupes, la rubrica sui supereroi da leggere in pausa caffè!

Tazzina alla mano, vi accompagnerò in un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta dei film sui supereroi più e meno conosciuti fino a spingerci nelle profondità della psicologia, filosofia e sociologia nascosta tra le righe degli affascinanti eroi e villain moderni.

In questo appuntamento parleremo del film V per Vendetta del 2005 e cercheremo di addentrarci nel significato dei personaggi di V e di Evey. Ma prima, rewind: nelle puntate precedenti abbiamo analizzato lo sviluppo della figura del supereroe dalla Grecia Antica ai giorni nostri e abbiamo iniziato a trattare di vari personaggi del mondo supe come Superman, Batman, gli X-Men, Hulk e Spiderman. Ora, zuccherate il vostro caffè e allacciate i mantelli…

Nerds, assemble!

Una scena del film - Photo Credits: Steam Community
Una scena del film – Photo Credits: Steam Community

V per Vendetta

Prima di essere presa come icona di movimenti politici contemporanei e hacktivisti digitali, che inevitabilmente ne hanno alterato il significato, la V di V per Vendetta era un simbolo di lotta all’oppressione, di riscoperta dell’individualità e di ripresa di possesso della libertà di pensiero. Tra il 1982 e il 1985 la DC Comics pubblica l’omonimo fumetto scritto da Alan Moore e disegnato da David Lloyd. Protagonista era V, un antieroe anarchico il cui obiettivo era il rovesciamento del sistema governativo del suo paese, l’Inghilterra. Dal volto coperto da una maschera di Guy Fawkes, il V dei fumetti ha una morale discutibile, agendo al limite tra anarchia e terrorismo.

Nel 2005 i fratelli Wachowski adattano il materiale per il grande schermo smussando i confini del personaggio principale rendendolo più “romantico” e, pur mantenendo metodi machiavellici, eliminando dal suo operato l’estrema violenza anche ai danni dei cittadini. Presto, la V e la maschera di Guy Fawkes assumono per l’immaginario collettivo il significato di rivoluzione e ribellione al sistema, usate a volte gratuitamente solo per fomentare caos e promuovere determinate convinzioni politiche. Ma qual è il vero monito che vuole lasciarci V per Vendetta?

V (Hugo Weaving) ed Evey (Natalie Portman), i protagonisti del film - Photo Credits: Everyeye Cinema
V (Hugo Weaving) ed Evey (Natalie Portman), i protagonisti del film – Photo Credits: Everyeye Cinema

Ricorda per sempre il 5 novembre

Il 5 novembre 1605 alcuni cospiratori cattolici tentarono di far esplodere il palazzo del Parlamento a Londra con l’obiettivo di uccidere il re protestante Giacomo I d’Inghilterra e tutti i parlamentari lì riuniti. Guy Fawkes era l’uomo designato a dar fuoco ai trentasei barili di polvere da sparo nascosti nelle cantine del palazzo. Arrestato prima della riuscita dell’attentato, fu giustiziato violentemente, torturato, impiccato e poi squartato, come monito per tutti i ribelli. Passata alla storia come “la congiura delle polveri”, viene ancora oggi ricordata e celebrata bruciando fantocci di questo cospiratore.

Come per molti altri paesi, la storia dell’Inghilterra è legata alla religione. Nei secoli si sono susseguite aspre lotte tra cattolici e protestanti, che a seconda del monarca avevano più o meno potere contro la parte considerata “in torto”. Nonostante i discorsi di tolleranza nei confronti dei cattolici, Giacomo I non mantenne le promesse finendo per dichiarare pubblicamente la sua avversione per la religione papista. In un clima di oppressione e persecuzione, in seguito a diversi vani tentativi di dialogo da parte dei cattolici, l’unica soluzione per far sentire la loro voce fu la violenza.

Le idee sono a prova di proiettile

V si muove in un’Inghilterra orwelliana, distopica e dispotica, dove la libertà e l’individualità sono state sradicate dal pensiero comune. Un governo totalitario che ha fatto esperimenti sugli esseri umani per creare un virus e attaccare il proprio stesso Paese, con il solo obiettivo di guadagnare potere con la somministrazione della cura. Un capo di Stato che predica l’unità e la fede appiattendo di fatto tutto ciò che si avvicini ad un sacro libero arbitrio, distruggendo senza pietà chiunque non rispecchi la sua visione di supremazia bianca, etero e del suo credo. L’unità è solo tramite omologazione ed obbedienza.

Proprio come Guy Fawkes, V è disposto a far esplodere il Parlamento. È un palazzo, un luogo, ma è soprattutto un simbolo, e distruggendone uno l’atto diventa esso stesso un simbolo, così come la persona che compie l’azione. Un simbolo è un’icona, un oggetto, un luogo o una persona, che assume un determinato significato comune per un gruppo di persone, il quale a sua volta è collegato ad un ideale. La creazione di un simbolo, dunque, è la concretizzazione di un ideale. Un anno dopo la congiura delle polveri i sudditi cattolici imposero a Giacomo I di firmare il Giuramento di fedeltà. Il simbolo, Guy Fawkes, era arrivato al popolo.

L’uomo può fallire. L’uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma un’idea può cambiare il mondo.”

L'iconica maschera - Photo Credits: Language Team
L’iconica maschera – Photo Credits: Language Team

Rivendicazione della libertà

C’è una particolare dualità che ricorre in V per Vendetta. È simbolica la rinascita di V dal fuoco e di Evey attraverso la pioggia, così come il percorso sul quale vengono obbligati. V è forgiato dalla violenza, dall’avidità, risorge tra le fiamme dell’odio e della vendetta. Evey, pur sottoposta ad un trattamento simile, è modellata dalla voglia di liberazione dalla paura, di riappropriazione della propria individualità. Solo finito il processo potrà finalmente rivendicare la sua libertà, e una volta senza paura sarà una persona talmente diversa che anche gli altri cambieranno la loro percezione di lei. V la sottopone al processo perché Evey è bloccata dalla paura, e solo lavorando su se stessi e accrescendo la propria consapevolezza si può ambire a cambiare il mondo.

Una doppia natura è presente anche nel concetto di anarchia. Quella di V sembra violenta, votata unicamente alla distruzione, ma il suo obiettivo è ridurre in cenere un regime che mina i diritti umani per dar modo ai posteri di costruire uno Stato fondato sull’armonia e su giuste leggi. La sua anarchia è un passaggio necessario prima di una fase intellettuale che ristabilisca un giusto equilibrio, niente a che vedere con il caos. Lui stesso lo fa capire lasciando ad Evey la scelta finale. Il suo compito era tracciare il percorso e liberare la strada, a lei, ai posteri, sta una ricostruzione consapevole e libera dalla paura.

Natalie Portman interpreta Evey Hammond - Photo Credits: SyFy Wire
Natalie Portman interpreta Evey Hammond – Photo Credits: SyFy Wire

Continua a seguire la rubrica CoffeeNSupes per ripercorrere insieme tutti i film sui supereroi. Ti aspetto giovedì prossimo 12 novembre alle 10:30 con un nuovo appuntamento!

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Rubrica a cura di Eleonora Chionni

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