Non c’è molta differenza con «l’America First» di Donald Trump. Per almeno quattro-cinque mesi l’amministrazione Biden penserà solo agli americani. Il vertice tra il commissario all’Industria Ue Thierry Breton e il responsabile operativo della campagna di vaccinazione americana Jeffrey Zients è stato molto deludente per l’unione europea. Gli Stati Uniti non condivideranno nulla con gli alleati del Vecchio Continente. Ciò che viene prodotto sul territorio Usa rimarrà a casa. Non solo i vaccini, ma anche le siringhe, le fiale, tutto quello che servirà per immunizzare i cittadini statunitensi.

Quello che Zients ha detto a Breton è scritto chiaramente nel piano anti-pandemia di Biden: 200 pagine all’insegna del «Prima gli americani». Nel dettaglio, pagina 111: gli Usa sono consapevoli che la campagna di vaccinazione dovrà per forza avere una scala mondiale. E quindi doneranno i vaccini ai Paesi che ne avranno bisogno. “In futuro” e solo “il surplus del fabbisogno americano”. La settimana scorsa il Presidente degli USA ha negato i vaccini anche al Messico, un Paese ormai strettamente integrato economicamente con la sua nazione. Di cooperazione, di condivisione e tutto il resto se ne parlerà solo a emergenza finita.

Washington non userà i vaccini o le forniture di materiale medico per combattere la battaglia geo-politica mondiale. È una linea che vale anche per il resto del mondo. Qualche analista o politico potrà pensare che sia un errore, che in questo modo Biden lascerà spazio ai russi e ai cinesi, che si stanno facendo avanti in Medio Oriente, in Africa, in Asia.

Alessia Scrima