Musica

Vanbasten e le sue “Canzoni che sarebbero dovute uscire tot anni fa”

Vanbasten nome d’arte di Carlo Alberto Moretti, è uno dei cantautori più talentuosi dell’underground romano. Il suo è un progetto tutto da ascoltare in religioso silenzio per capirlo, viverlo e assaporarlo. L’album “Canzoni che sarebbero dovute uscire tot anni fa” è un progetto ambizioso, variegato e che vive delle esperienze di tutti. Come il grande Cigno di Utrecht, anche il Vanbasten cantautore è un campione e attraverso i suoi testi racconta la realtà con grande sensibilità, veridicità e semplicità. Noi abbiamo intervistato il Vanbasten cantante che ci ha raccontato del suo ultimo progetto e anche della scelta di questo nome così iconico:

Vanbasten - cover album
Cover di “Canzoni che sarebbero dovute uscire tot anni fa” – Vanbasten

Ciao Carlo, come stai vivendo questo periodo?

«Io sto bene. Essendo il principe della notte se mi chiudi in casa a scrivere canzoni non mi lamento. Sono un privilegiato, c’è gente che in questo momento sta vivendo delle tragedie vere, per cui un’interruzione del lavoro pubblico, perché quello privato rimane, per me non è un dramma. Credo che per gli artisti del sottobosco come me, sia anche un bene stare in silenzio ora, per farci trovare pronti per quando si ripartirà.»

Come mai la scelta di un nome così iconico come Van Basten?

«In realtà è tutto molto semplice: era il mio soprannome. Da piccolo mio padre mi portò una maglietta arancione dell’Olanda con il 9 sulle spalle, che fu proprio il numero di maglia di Van Basten. La mettevo sempre per andare a giocare e la gente del quartiere mi ha così iniziato a chiamare con il nome che avevo scritto sulla maglietta. Poi il nome è rimasto sia con la band, che quando sono rimasto da solo e forse lì tutto ha avuto più senso.»

Nel disco ci sono tanti riferimenti musicali, ma è stato influenzato da questa gestazione lunga?

«In realtà no, quello è un altro discorso. Io ho l’ambizione di avere una coerenza nei contenuti, ma avere una coerenza musicale non mi è mai interessato, anzi cerco di farmi influenzare il più possibile dalle cose che amo e che mi piacciono. Però i contenuti sono sempre quelli, sono sinceri e passano per la mia realtà.»

L’esigenza è quella di scrivere la realtà, ma questa è la realtà che effettivamente vivi?

«Io vivo a Roma nella profonda periferia, tra Vigne Nuove e San Basilio e ho sempre vissuto questa realtà in maniera pulita. Trovo che ci siano molti lati positivi nelle borgate, come anche dei lati negativi e penso che sia giusto che queste realtà e queste classi sociali vengano raccontate. Io scrivo ciò che vivo e se un giorno andrò a vivere in un quartiere borghese, allora inizierò a scrivere di due ragazzi borghesi che si baciano o che hanno problematiche legate all’amore. Per il momento vivo in borgata e scrivo quello che vedo lì.»

Vanbasten – ph. Marika Di Tommaso

Com’è nato questo album “Canzoni che sarebbero dovute uscire tot anni fa?”

«Molte di queste canzoni sono state scritte in periodi differenti come: “Mascara” che ho scritto nel 2011, “Pallonate” nel 2014 o “Sedicenne” nel 2017. I brani hanno passato delle epoche, per alcune persone sono state canzoni importanti e hanno già girato in ambienti privati. L’idea di questo album non nasce da una qualche esigenza particolare, ma da un’occasione per mettere insieme queste canzoni.»

In “Mascara” racconti a tuo modo la fine di un amore adolescenziale, la frase che emerge è: “Amore mio bye bye”, questa è la risposta?

«È sicuramente la risposta di quando si conclude una storia d’amore all’età di vent’anni. Quella è una canzone scritta per una storia adolescenziale, più avanti le cose cambiano e crescendo ci sono altre situazioni che influenzano e complicano una relazione.»

In “bevi bevi”, che tra l’altro è il tuo ultimo singolo racconti l’amore a modo tuo. Cos’è per te l’amore?

«Per amare devi avere la capacità di soffrire e a volte bisogna essere un pochino sadici. È solo tramite la sofferenza che si riconosce l’amore vero, che non è possessività ma libertà. L’amore deve accrescerti e non ti deve levare nulla. Spesso nelle mie canzoni carico diverse immagini evocative, anche perché è l’amore stesso che si carica di aspettativa e di un immaginario molto alto. Quando ho scritto “Bevi Bevi”, stavo con la mia attuale ragazza, ed erano le prime sere che ci frequentavamo. Mi ricordo che erano le 7 di mattina, avevamo fatto nottata e lei diceva: “gli uccelli piangono, è già mattina e neanche oggi dormirò”. Così davanti al pianoforte, ho fatto questo mi-re-do e il resto è venuto da sé.»

Vanbasten – Bevi Bevi

È un album variegato, ma visto il periodo storico che stiamo vivendo: cosa ti auguri per questo album?

«Io mi auguro che trovi qualcuno che gli dia la possibilità di essere ascoltato. Che delle persone inciampino su questo disco, magari in una serata dove hanno bevuto troppo e dove pensino che tutto sia finito. Che questo album dia un po’ di speranza. In un periodo di immobilismo spero di arrivare a chi ne ha bisogno, è questo quello che mi auguro per il mio progetto.»

Tracklist di “Canzoni che sarebbero dovute uscire tot anni fa”

01_KENSHIRO

02_MASCARA

03_16ENNE

04_SANTAMADRE

05_PALLONATE

06_BEVI BEVI

07_CANADAIR

08_SENNA

09_EUROSPIN

10_SPARARE SEMPRE

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