In procinto di prendere parte ai negoziati per porre fine alla guerra, J.D. Vance ha avvertito l’Iran di non “prendere in giro” gli Stati Uniti. Il vicepresidente statunitense, da tempo scettico sugli interventi militari stranieri e apertamente contrario all’invio di truppe in conflitti a tempo indeterminato, è partito venerdì per guidare i colloqui mediati con il regime iraniano nella capitale del Pakistan, Islamabad.
Salendo a bordo dell’Air Force Two, il braccio destro di Donald Trump ha dichiarato: «Attendiamo con interesse i negoziati. Penso che saranno positivi. Vedremo, ovviamente». Ha poi citato il presidente, aggiungendo: «Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente disposti a tendere la mano». In seguito, però, ha chiarito: «Se cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che il team negoziale non è così ricettivo».
Vance mette in guardia l’Iran, Israele continua ad attaccare
Vance ha anche detto che Trump «ci ha dato delle linee guida piuttosto chiare» su come dovrebbero svolgersi i colloqui, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Il vicepresidente non ha risposto alle domande dei giornalisti che viaggiavano con lui.
Se gli USA, nonostante le perplessità, si mostrano in qualche modo aperti al dialogo, lo stesso non si può dire di Israele. Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Eyal Zamir, ha dichiarato che l’esercito continuerà le operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che il cessate il fuoco non riguarda Hezbollah. Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, Zamir ha affermato: «Le IDF sono in stato di guerra, non siamo in un cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in un cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e con grande forza».
Federica Checchia





