Musica

Vasco Brondi, le foto del concerto di Roma per “Villa Ada Incontra Il Mondo”

Vasco Brondi, già ideatore e unico componente del progetto artistico musicale Le Luci della Centrale Elettrica, con il quale si è imposto nel panorama musicale tra il 2007 ed il 2019, torna ad esibirsi a Roma dopo la “Notte Magica”, che ha visto gli azzurri raggiungere la finale degli europei di calcio sconfiggendo la Spagna.

l cantautore ferrarese ha dato alle stampe un nuovo album che segna un punto di ripartenza nella sua carriera sotto il nome originale Vasco Brondi con, Paesaggio Dopo La Battaglia pubblicato lo scorso 7 maggio, anticipato dal singolo Chitarra Nera. In questo caso non si è trattato di interrompere un progetto con una band e andare avanti come solista, ma di spegnere le insegne di una grande opera classica ormai conclusa e ripartire daccapo. Si è trattato dell’opera musicale (ma non solo musicale) che più, in Italia e nel nostro ventunesimo secolo, ha manifestato, con maggiore convinzione, l’idea per cui l’arte non sia costruire un percorso, ma essere essa stessa il percorso. Un disco di racconti per voce e cori, per orchestra e sintetizzatori.

Vasco Brondi a Roma con “Paesaggio Dopo La Battaglia Tour”

In ogni canzone c’è qualcuno che ricerca fiduciosamente anche in tempi difficili tra le leggi della città e quelle dell’universo. Dopo la battaglia c’è una pace incerta, piena di ferite e piena di sollievo. C’è qualcuno che chiama un nome tra le macerie, qualcuno che risponde. Nella prima tiratura limitata la versione LP ha il vinile trasparente, mentre il CD è a forma di libro e contiene “Note a margine e macerie” un diario on the road in un’Italia deserta. Un racconto dei tragitti che Vasco ha percorso tra uno studio di registrazione e l’altro, di notti silenziosissime tra Milano, Ferrara e i ricordi di un viaggio in India, di un inverno a Lampedusa o dei paesi disabitati dell’Italia interna. La copertina è una foto inedita di Luigi Ghirri. C’è una Panda con i fanali accesi che emerge dalla tempesta, traballante e fiduciosa.

Riascoltando oggi tutti i dischi, da “Canzoni da spiaggia deturpata” a “Terra”, ci si trova in un viaggio raccontato in uno stile personalissimo e con una poetica nuova; la rappresentazione di un’umanità intera qui ed ora, a tratti urlata con rabbia, eppure capace di condurre al silenzio, alla meditazione. E di Vasco Brondi è la capacità, unica nel suo genere, di raccontare le derive, le brutture, i disagi, la bellezza, l’incanto della nostra epoca lasciando sempre la sensazione di averci messo di fronte a qualcosa di ancestrale, di primordiale, riuscendo ad esprimere l’universale e il particolare contemporaneamente.

Dopo il disco live in studio (2008/2018: Tra la via Emilia e la via Lattea) cui ha fatto seguito nel 2018 un tour di sold out nei teatri, l’estate 2020 ha visto Vasco Brondi uscire per la prima volta a suo nome per una serie di concerti più intimi, in spazi raccolti (e distanziati). Il tour si intitolava “Talismani per tempi incerti” e metteva in fila canzoni di Vasco che si alternavano a canzoni e scritti di altri, rimasti dentro e tornati in mente come anticorpi in quei tempi di incertezza e di isolamento. Concerti che sono stati emozionanti occasioni di incontro, in cui Vasco stesso ha rappresentato per il suo pubblico un talismano; la sua voce, le sue parole hanno avuto quel potere taumaturgico che, come una magia, l’arte sa a volte infondere.

Le immagini sono a cura di © Valerio Sablone

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nickyabrami

Siciliana trapiantata a Roma. Abbandonati gli studi universitari, ho girato e giro in lungo e largo l'Italia per amore della musica e per passare qualche giorno in compagnia dei miei amici e di un buon bicchiere di vino. Ho collaborato con magazine musicali scrivendo live report su vari artisti italiani e stranieri e da gennaio 2017 ho occhi solo per Metropolitan Magazine
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