Cinema

“Venere è un ragazzo”, ma non solo

Giuseppe Sciarra, regista queer, ha firmato da poco Venere è un ragazzo, cortometraggio a tematica lgbt che negli ultimi mesi ha già destato lo scalpore e l’attenzione di importanti festival internazionali (tra gli ultimi, il Quarantena Film Festival organizzato da CineFacts). Nei 15 minuti in cui l’opera si snoda ripercorriamo le vicende che hanno segnato la vita di Tiziano Mariani, l’attore protagonista del corto, che diviene perciò una sorta di biografia.
Venere è un ragazzo, dunque, ma non solo. È molto di più.

Venere è un ragazzo: oltre lo scalpore di quella scena lì…

Una scena di "Venere è un ragazzo" - immagine web
Una scena di “Venere è un ragazzo” – immagine web

Il cortometraggio si apre con la scena che più ha fatto scalpore: Emanuele (interpretato dal campione di nuoto Davide Crispino) che si masturba con un crocifisso al collo pensando al compagno di boxe Michele (Tiziano Mariani, il Venere della pellicola appunto).
Scalpore immotivato, che nasconde tutta l’omofobia interiorizzata di un paese che promuove fin troppo spesso lo slogan “Dio, patria e famiglia”, nascondendovi in realtà l’ipocrisia tipica di chi predica bene e razzola male.
Non si può, infatti, ridurre Venere è un ragazzo a quella singola scena, in cui l’atto onanistico, tra l’altro, è comprensibile solo grazie al sonoro e al montaggio alternato. Per citare Shakespeare, molto rumore per nulla.

Bisogna immergersi infatti nei 15 minuti del cortometraggio per entrare nella sua intimità, tanto intensa quanto fragile. Un’intimità tipica di un mondo i cui abitanti hanno l’enorme bisogno di essere amati ma soprattutto di amare.
E proprio Michele/Venere incarna questo bisogno al massimo delle sue possibilità: è un crossdresser che vende amore a donne di mezza età, sole, che godono di quella breve e fugace unione in cui si sentono apprezzate. Tolti gli abiti femminili e rientrato a casa, trova la madre, che più di tutti gli altri ha bisogno di amore e attenzioni.
E infine c’è Emanuele, colui che sogna di donare a Michele tutto il suo autentico amore, accogliendolo tra le proprie braccia per ciò che è e non per ciò che vende.

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Chiara Cozzi

Critica cinematografica per passione, scrittrice per vocazione.
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