La Commissione per il bilancio del Parlamento europeo (BUDG) ha avanzato la propria proposta sul bilancio pluriennale 2028-2034. Le proposte avanzate dai deputati puntano a incrementare del 10% il bilancio a lungo termine dell’UE e, parallelamente, a mantenere il rimborso di NextGenerationEu separato da quest’ultimo. Tuttavia, non vi è un pieno accordo tra la Commissione europea e il Parlamento.
Il Parlamento europeo avanza proposte: tra queste l’aumento del 10% del bilancio
La proposta mira a distribuire equamente l’aumento del 10% tra le principali priorità politiche del bilancio: piani nazionali, fondi per la competitività, Horizon e Global Europe. Nello specifico, il fondo per la competitività serve a rafforzare la posizione dell’Europa nell’economia globale. I fondi Horizon, invece, puntano ad accrescere l’innovazione, l’istruzione e la ricerca. Parallelamente, il Global Europe si concentra sulla sicurezza, sugli aiuti umanitari e sui progetti nei Paesi terzi.
Oltre a ciò, come accennato poco prima, vi è anche l’intenzione di mantenere il rimborso di NextGenerationEu fuori dal bilancio. Il fondo, approvato nel luglio del 2020 dal Consiglio europeo, aveva l’obiettivo di sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia di COVID-19. La preoccupazione è che se il rimborso venisse incluso nel bilancio, mancherebbero le disponibilità economiche per sostenere gli altri progetti.
Siegfried Mureşan, correlatore di centro-destra, ha dichiarato: «Il debito dell’Ue di prossima generazione deve essere rimborsato al di sopra dei massimali di bilancio, non a spese degli agricoltori, delle Pmi, dei ricercatori o degli studenti Erasmus». La Commissione europea, contrariamente al Parlamento, propone di mantenere tali rimborsi all’interno del bilancio, aprendo così un acceso confronto.
Disaccordo tra Parlamento e Commissione
La proposta avanzata dal Parlamento europeo, pur non introducendo una ristrutturazione fondamentale dell’architettura del bilancio, avverte sui possibili rischi di una maggiore flessibilità. Gli eurodeputati informano in un comunicato stampa: «L’approccio della Commissione, che prevede un piano per ogni Stato membro, potrebbe minare le politiche dell’UE, ridurre la trasparenza e creare concorrenza tra i beneficiari».
In tal senso, la Commissione europea ha proposto di estendere i programmi per racchiudere più settori. In questo modo la ricollocazione delle spese dovrebbe risultare più semplice, tuttavia il Parlamento crede che questo possa intaccare trasparenza e chiarezza per i beneficiari. Oltretutto, il Parlamento ha chiesto anche una supervisione più rigida del bilancio. Quest’ultimo, ciononostante, deve essere ancora approvato sia dal Parlamento europeo che dai 27 Stati membri. Il voto è previsto per il 29 aprile.
Stefania Cirillo




